Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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RESTI DELI/ETÀ MICENEA

S

nuove sorprese. Era quindi naturale che la missione
si sentisse tentata di chiedere all'opera del piccone,
quale fosse la natura dei resti colà sepolti e quale
la suppellettile che li accompagnava. E il progetto di
una serie di tasti profondi si venne attuando nella
primavera di quest'anno, quando gli scavi della terza
acropoli e quelli dei cemeteri furono vicini alla fine.

Fra la metà di maggio e la metà di giugno, sul-
l'area della collina di San Giorgio si apersero quasi
ottanta pozzi e due grandi trincee. Il risultato di tali
saggi è stato quello di mostrare, che anche l'estremità
occidentale della catena festia, nell'età micenea era
occupata, come la orientale, da una dimora princi-
pesca. Quella della terza acropoli, più grande e più
splendida, dominava dalle sue alte piattaforme tutta
la valle di Messsarà coi territori popolosi di Gortyna,
di Rhytion e di Priansos fino ai lontani monti di Las-
sithi : era la reggia. Quest'altra di Haghia Triada,
più piccola e più raccolta, circondata dai meandri
del fiume, che scorre quasi ai suoi piedi, e dalle cam-
pagne verdeggianti della piana di Dibaki, godeva del-
l'ampia veduta del mare e dei panorami del Cedrio e
dell' Ida. Le condizioni del sito, ed il fatto che l'edi-
ficio — per quanto fino ad ora sembra risultare dal-
l'esame dei terreni circostanti — sorgeva solitario
sulla piccola collina, ci hanno indotti a riconoscere in
esso la residenza campestre dei principi di Phaestos :
una di quelle ville, che anche i signori d'Egitto pos-
sedevano sulle sponde del Nilo, oppure una specie
di fattoria, come quella che il vecchio Laerte della
epopea abitava coi suoi servi « in' ày^ov, róayi nò-
krjog »('). Ed è appunto col nome di Villa Micenea
dì Haghia Triada, che la missione ha creduto prov-
visoriamente di chiamare gli avanzi di questa costru-
zione. Stabilito il carattere e l'estensione del giaci-
mento ed assodato ciò che in fatto di risultati scien-
tifici esso veniva promettendo, i tasti e i sondaggi fu-
rono sospesi per preparare il piano di uno scavo siste-
matico di tutto l'edificio da intraprendersi in una
prossima campagna.

Egli è ovvio, come, allo stato attuale dei lavori,
sia ben poco quello che si può dire di determinato
sull'architettura della fabbrica, sul piano e la destina-

(') io, 212.

zione dei singoli locali — di cui nessuno è ancora
messo per intero allo scoperto — sulla varietà e i
dettagli delle decorazioni ecc.; e però, dopo la Nota
stampata nei Rendiconti, avrei preferito di differire
ogni ulteriore comunicazione sui resti di Haghia
Triada a quando, scavata tutta la collina, si fosse
potuto parlare delle costruzioni di essa in una maniera
precisa e definitiva. Senonchè, le poche settimane di
saggi hanno fruttato tale una messe di suppellettile
importante e alcuni frammenti decorativi così notevoli,
che il rimandare la pubblicazione di questi a lunga
scadenza sembrava come un voler sottrarre elementi
preziosi allo studio della primitiva civiltà egea, nel
momento appunto, in cui la divulgazione delle altre
scoperte cretesi di Knossos, di Phaestos e di Zakro
richiamava più viva sul problema l'attenzione dei
dotti. Si è dunque pensato di render di pubblica ra-
gione senza indugio i principali travamenti col pre-
sente rapporto, il quale — è quasi superfluo il dirlo —
dovrà considerarsi come del tutto preliminare, ad altro
non mirando, se non a dare una rassegna descrittiva
e figurata del materiale nell'ordine in cui fu rin-
venuto.

Lo studio delle costruzioni sarà rimandato per
intiero al rapporto finale, insieme con la pianta del-
l'edificio e un rilievo di tutta la località. Per ora
basterà dare una breve descrizione dei punti più ira-
portanti dello scavo, toccando degli altri, solo in quanto
è necessario per fissare il luogo di provenienza dei
vari travamenti.

§ 1. — Estensione e linee generali dell'edificio.
Materiali da costruzione.

Le parti dell'edificio messe in vista dai pozzi di
saggio occupano quasi tutta la spianata, che gira in-
torno ai lati settentrionale e occidentale della chiesa
a mezza costa della collina : un'estensione di circa
100 m. di lunghezza per 15 m. di larghezza.

Dalla conformazione del terreno e da una scala,
scoperta in una delle fosse del centro, e che più sotto
sarà descritta, appare che il palazzo era costruito,
come quelli di Phaestos e di Knossos, a scaglioni o
a terrazze. Quella che si è cominciata ad esplorare
dovrebbe rappresentare il primo livello, giacche i
pozzi praticati sotto di essa, nella parte inferiore del
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