Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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LE ANTICHITÀ DEL TERRITORIO LAURENTINO

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due colli di diversa ampiezza, uno piccolo a nord alto
m. 89, uno cinque volte più vasto a sud alto dagli
82 ai 92 m. (vedi tav. XIII, fig. 2).

Sul primo colle minore, le cui difese naturali ap-
pariscono accresciute dalla mano dell'uomo, devono
essersi stabiliti i fondatori della città, gente che la
suppellettile funebre da essi lasciata dimostra essere

una affatto identica orientazione col Palatino; vi si
ritroverebbe il Cermalo a nord-ovest, alto 82 m. e il
Palatium a sud-est, alto m. 92. I fabbricati si esten-
dono sino all' orlo della quota 80, la cui curva oriz-
zontale segna press'a poco il giro delle mura, che erano
fabbricate a piccoli blocchi di cappellaccio cinereo.
Se ne vedono due avanzi: il primo nel taglio dello

Fig. 3. — Il Castello, la Torre e il villaggio di Pratica di Mare.

venuti dall'Egeo. Qui devono essere stati eretti
i rozzi santuarii per la custodia delle Sacra e dei
Penates: e la capanna dove erano stati sacrificati i
trenta porcelli, capanna inacessibile agli stranieri, che
stava ancora in piedi ai tempi di Dionisio (simulacra
porcorum ahenea etiam nunc in publico posita. Var-
rone lì. R. II, 4). La fabbrica del castello e del vil-
lagio moderno di Pratica di Mare (fig. 3) ha fatto
sparire ogni vestigio di questa sede primitiva del
poetico culto latino. Vi rimane un solo pezzo di
muro, a cortina di mattoni triangolari, nella piazza
davanti al castello : ma molti massi delle antiche for-
tificazioni sono rotolati in fondo al burrone che cir-
conda 1' acropoli dalla parte di tramontana.

La città dei tempi romani occupa tutto l'altipiano
a sud-ovest del castello e del villaggio moderno. L'alti-
piano, diviso a metà da una leggera depressione, per-
corsa da strada, presenta una certa rassomiglianza e

stradone alberato che conduce a Campo Ascolano: il
secondo sul fosso che divideva l'acropoli dalla città
romana. Un terzo tratto è stato smantellato pochi
anni fa per impiegarne le pietre nella fabbrica di un
ponticello. La città aveva cardine e decumano, i sel-
ciati dei quali sono ancora, in parte, visibili.

Il materiale archeologico di cui Lavinio è straor-
dinariamente fornito, di modo che non passa giorno,
nella stagione lavorativa, nel quale i contadini non
ricuperino qualche oggetto, o qualche frantume ; questo
materiale, dico, va diviso in tre periodi : l'arcaico, for-
mato dai cimelii della necropoli primitiva : il medio,
nel quale si sente l'influenza dell'arte etrusco-cam-
pana : e il romano dei tempi imperiali, ricco di lapidi
e di sculture.

Periodo arcaico. Gli oggetti più caratteristici
trovati nella necropoli al tempo della mia visita, sono :
vasi di tipo laziale non torniti e cotti a fuoco libero,
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