Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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tombe greche arcaiche ecc.

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sue proporzioni, a contenere pur lo scheletro di un
bambino. Nè deve sorprendere clic nella tomba non
siensi ora raccolti avanzi di ossa umane. Una tale
circostanza si osserva frequentemente nelle tombe di
Clima e dipende dalle qualità chimiche del terreno,
dove per l'infiltrazione delle acque si formano con
straordinaria facilità idrati di calce, che in breve
tempo corrodono e distruggono le ossa umane. Nelle
tombe arcaiche a semplice cassa di legno, di cui
esamineremo più sotto alcuni esemplari, la mancanza
di ossa è pressoché da per tutto assoluta: tutto ciò
che qualche volta rimane ancora del cadavere con-
siste appena in qualche dente.

Al terzo periodo nell'uso del sepolcro io ritengo
finalmente appartenere il sarcofago con iscrizione osca
sul coperchio, difficilmente riferibile più in giù del
sec. II a. C. Abbiamo così uno spazio di circa cen-
t'anni fra la erezione della tomba nel principio del
sec. Ili a. C. ed il suo definitivo abbandono nel II.

Tombe arcaiche greche.

Tomba a cremazione (n. 104).

Giaceva immediatamente a nord della tomba cir-
colare, dalla quale distava appena m. 0,80, posando
sopra il terreno vergine. La pianta ne è data nella
nostra fig. 1. Il fianco sinistro è visibile nello spaccato
fig. 2.

La tomba contisteva di una cassa, o semplice ricet-
tacolo, rettangolare di tufo, leggermente tondeggiante
nel fondo, lungo nella parte interna m. 1,30 circa,
largo m. 0,75, alto in media m. 0,35, con lo spessore
delle pareti di circa m. 0,15. Il coperchio era formato
da due blocchi rettangolari pure di tufo, ma molto
più grossi (in. 0,27), accostati l'uno all'altro. Tanto
la cassa quanto il coperchio si rinvennero spezzati e
incrinati a causa di movimenti tellurici.

Nel centro della cassa era un incavo circolare
(v. pianta, fig. 2) dentro cui era incastrato il fondo
del gran bacino di bronzo fig. 25. Serviva di coperchio
a detto bacino lo scudo in lamina di bronzo fig. 24.
Questo, essendo più largo dell'apertura della cassa, po-
sava coi margini sulle pareti della medesima. Dentro
il grande bacino suddetto trovavasene un altro più
piccolo (fig. 26), al quale serviva di coperchio ed in-

sieme d'inzeppatura uno strato di sughero e di grandi
foglie campestri: particolarità riscontrata anche altrove
(v. sotto, p. 289). Al disopra del detto strato di su-
gi ìero era disteso un ricco e finissimo drappo di lino,
di colore caffè all'atto della scoperta, evidentemente
purpureo in origine. Dentro il secondo vaso di bronzo
stava l'ossuario emisferico di argento fig. 16. In esso
si rinvennero, oltre i resti delle ossa e le ceneri del
morto, alcuni frammenti di oreficerie, e propriamente
alcuni denti del fermaglio d'elettro fig. 12, la lami-
nella d'oro sbalzata fig. 14, parte della piastrella
pure d'oro che congiungeva il manico al corpo del-
l'oinochoe fig. 17, ed altri frammenti informi.

Negli spazi esistenti fra il grande lebete di bronzo,
che occupava tutto il centro della cassa, ed i lati
minori della medesima, erano stati collocati gli oggetti
più preziosi del corredo funebre, e cioè: nello spazio
a nord, le due patere d'argento nn. XVII-XVIII
(cfr. fig. 19); nello spazio a sud, la fibula di elettro
fig. 7; le quattro fibule di elettro bassissimo nn. II-V
(cfr. figg. 8-9) ; la fibula ad innesti tubolari fig. 10 ; i
due fermagli figg. 11-12; gli avanzi dei vasi figg. 17,
18, 20-23); gli altri oggetti di argento, d'elettro e d'oro
figg. 13, 15 (e nn. X-XI). Vi si trovavano pure alcuni
oggetti in bronzo, anch'essi di ornamento della per-
sona, resi irriconoscibili dal fuoco. Tutti i detti oggetti
erano stati esposti al fuoco di rogo unitamente al
cadavere del defunto, ed è perciò che furono rinvenuti
contorti, spezzati, amalgamati fra loro, talvolta anche
in parte fusi.

La cassa di tufo era situata nel mezzo di una
grande fossa scavata nel deposito alluvionale, di forma-
zione relativamente recente, che sovrasta il terreno ver-
gine. Al di fuori, fra la tomba propriamente detta e le
pareti della fossa, erano stati collocati altri oggetti del
corredo funebre che non avevano trovato posto nell'in-
terno della tomba, e con essi i vasi e gli altri reci-
pienti destinati al banchetto funebre. Tutti questi
oggetti posavano sopra uno strato di felci, di cui era
tappezzato il fondo della fossa.

Nello spazio ad occidente del ricettacolo, quasi al-
l'ombra del sepolcro, era stato gettato, rompendolo
intenzionalmente, il sostegno di vaso in bronzo fig. 27,
e con esso i due lebeti (cfr. fig. 27 e n. XXVIII) che
vi erano stati sovrapposti col fondo dell'uno dentro
la bocca dell'altro e quindi con un solo coperchio.
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