Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

Page: 309
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1903/0163
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
309

NEMUS ARICINUM

310

cui è costruita una casupola moderna, verso il centro
della piattaforma. Perciò, per quello che non ho po-
tuto osservare io stessa, devo accontentarmi di rias-
sumere brevemente quanto è stato pubblicato — quello
almeno, in cui le varie relazioni sono concordi, o
quasi — di accennare alle varianti, e di aggiungere
qualche osservazione, ove se ne offra l'opportunità.

A greco del lago di Nemi, è un ampio tratto in
cui il pendio della collina è naturalmente dolcissimo,
in modo da dar luogo ad un largo quasi pianeg-
giante: qui, scavando la terra dalla parte più alta
e trasportandola nella più bassa, si formò artifi-
cialmente una vasta platea di forma rettangolare,
della superficie di 45000 metri quadrati, distante
dalla riva del lago un centinaio di metri (1). Essa
guarda col lato di libeccio verso il lago (2), ed era
sostenuta da un forte muraglione con speroni. Altri
muraglioni, decorati di nicchie semicircolari, sostrui-
vano il taglio delle terre nella metà scavata, cioè
lungo tutto il lato di greco e parte dei lati di
scirocco e di maestro, fin dove l'area è più bassa
del terreno circostante, per dar luogo ai muraglioni
che sostruiscono l'area dove il terreno circostante in-
comincia ad essere più basso (3). Parallelamente ai
muraglioni correva un colonnato, che in origine do-
veva formare un portico, il quale fu diviso più tardi,
con muri di tramezzo, in tante celle votive o alae (4).

0) Queste misure sono date dal Lanciani; la prima in
Notizie degli scavi 1885, p. 317; la seconda in Athenaeum
1885, p. 477.

(2) Circa l'orientazione le varie relazioni sono discordi:
secondo le Notizie degli scavi il lato che guarda il lago è l'oc-
cidentale; secondo le relazioni inglesi l'ingresso del tempio e
per conseguenza questo stesso lato, che all'ingresso del tempio
è parallelo, è il meridionale ; secondo il Rossbach (Das Dianahei-
ligtum, p. 151) è il lato di libeccio, e questa orientazione,
da me constatata esatta, è anche confermata dalla carta del-
l'istituto geografico militare.

(3) Veramente di questi muraglioni non è visibile, e non
si è veduto durante gli scavi, se non quello di fondo e quello
di scirocco. Questa non è una prova che verso maestro non ci
fosse, poiché gli scavi furono tutt'altro che completi, ma poiché
verso questo lato il declivio è dolcissimo, si può ritenere che
qui il muraglione fosse non necessario, e che la simmetria al
muraglione del lato opposto fosse formato da altre costruzioni,
forse dalle camere di bagno di cui p. 311. Dalla carta pubblicata
dal Rosa negli Annali delVInst. 185G, appare che mezzo secolo
fa era visibile della sostruzione verso il lago una parte maggiore
di quella che se ne vede oggi.

(4) Il nome di ala è usata nell'iscrizione a mosaico del pa-
vimento di una di esse, quella che s'è trovata nel migliore stato

Le alae, di larghezza che varia da uno a tre inter-
columni, sono più alte del piano dell'area sacra, a
cui si scendeva per tre gradini Quelle scoperte
sono tutte rettangolari, ad eccezione di una semicir-
colare (2).

11 tempio era non nel centro dell'area, ma un po'
verso l'angolo settentrionale. Credo che questo possa
ritenersi un indizio che l'area sia stata spianata dopo
che il tempio esisteva. In tal caso, però, perchè non
costruirla diversamente? Forse perchè la configurazione
del terreno impediva che si costruisse diversamente, e in
modo che l'area guardasse col prospetto principale il
lago, pur conservando questo lato parallelo a quello
del tempio ove era l'ingresso, o perchè restasse in-
cluso nell'area sacra qualche altro edificio importante.

Il tempio, sollevato su un podio, ha la forma di
un rettangolo, lungo m. 30, largo m. 15,90. È diviso
nelle tre solite sezioni : cella, pronao, opistodomo. Le
pareti sono in tufo e peperino, con bella cornice di
basamento (3). Si trovarono anche dei capitelli dorici,
e dei tamburi di colonne in peperino rivestito di
stucco, di m. 0,94 di diametro : il raffronto di questa
misura con quella dei lati fece pensare al prof. Lan-
ciani che il tempio dovesse essere prostilo esastilo (4) :
ma potrebbe essere stato anche in anlis, poiché le
fondamenta della cella, la sola parte conservata del-
l'edificio, non dànno modo di giudicare della posi-
zione delle colonne : per la stessa ragione, se in antis
il tempio dovette essere tetrastilo. Abbiamo in Vi-
truvio una notizia relativa alla disposizione delle co-
lonne nel Nemus Dianae, che è stato ritenuto, e si può
ritenere con buon fondamento, appunto questo tempio
del bosco di Arida : dopo aver parlato delle aedes ro-

di conservazione, così che ha permesso di ricostruire il modo
in cui le alae erano formate. L'iscrizione è la seguente:

M. Servilius Quartus alam expolit et [
et quae intus posita sunt Dia[

Danno particolari su questo argomento, e parlano del conte-
nuto ricchissimo dell'ala Lanciani in Notizie degli scavi 1885,
pp. 319 e seg. ; Borsari in Notizie degli scavi 1887, p. 196; Helbig
in Bull. deWIìist. 1885, p. 226 e Rossbach, Das Dianaheiligtum,
pp. 153-156 che dà anche di quest'ala una pianta eseguita con
maggior cura di quelle pubblicate nelle Notizie degli scavi.
(') Borsari in Notizie degli scavi 1895, p. 107.

(2) Conteneva una statua di Tiberio, di cui Notizie 1885,
p. 478 e Rossbach, Das Dianaheiligtum, p. 153.

(3) Notizie degli scavi 1885, p. 193.

(4) The Athenaeum 1885, p. 477.
loading ...