Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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i/OLYMPIEION DI SIRACUSA

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di colonna sud aggiungiamo verso ponente altri otto
intercolumnii a m. 4,22, abbiamo m. 4,22 X 8 — 33,76,
quantità cbe ci porta assolutamente fuori del fosso di
fondazione dello stilobata ovest ; e riducendo anche a
sei gli intorcolumnii, abbiamo m. 4,22 X 6 = 25,32,
con che restiamo bensì dentro il fosso, ma troppo ad-
dossati al suo margine interno. So invece calcoliamo
sette intercolumnii a m. 3,75, abbiamo m. 26,25, il
che c' indicherebbe il centro di colonna sud-ovest ;
esso verrebbe a cascare in un punto convenientis-
simo, cioè, tirando una retta a nord, a due metri di
distanza dal taglio interno di roccia nel fosso di fon-
dazione dello stilobata ovest; ed appunto eguale di-
stanza noi abbiamo osservata sul fronte est dai centri
di colonna alla parete interna del fosso di fonda-
zione.

Con ciò resta dimostrato, che il tempio era esa-
stilo periptero, con 6X17 colonne, e misurava fra i
centri d'angolo m. 20,50 X 60,00.

Era dunque un edificio molto lungo e stretto, col
rapporto fra lungh. e largh. di 3 :1 ; carattere anche
questo di grande antichità, che ha riscontro in altri
edifici analoghi e sincroni, come a mo' di esempio, e
con minime differenze, nei templi C (m. 21,98 X 61,8)
ed R (22,92 X 65,45) di Selinunte ecc, Dovrei qui
toccare di un'altra questione estremamente delicata
e difficile, quella cioè della misura base, sulla quale
venne costruito il tempio; e l'altra consecutiva delle
proporzioni. Ma l'una e l'altra indagine (a parte
le incertezze che ancora regnano fra i Dietrologi sui
piedi antichissimi) si possono solo allora istituire che
l'edificio sia in buono stato, e conservato nelle sue
parti principali; tanto che il Puchstein ed il Koldewey
appena per sette templi, sopra tanti da loro studiati,
pervennero a fissare con qualche certezza il braccio ed
il piede base.

Ma l'Olimpieo mal si presta a tali misurazioni per
lo stato deplorevole in cui fu lasciato ; e lo mostrano
i tentativi con risultati negativi fatti da Koldewey,
da Puchstein e da me. Per il tempio col quale esso
ha le maggiori analogie, l'Apollonion, i predetti si-
gnori credono di aver trovata (o. cit., p. 228) la mi-
sura base in un braccio di m. 0,49 o m. 0,50, la
quale quantità nel rapporto di lunghezza e larghezza
dell' intero Olimpieo darebbe una proporzione di
41:120. È una quantità che possiamo accettare come

molto probabile misura base nella costruzione del
tempio (').

VII.
La cella.

Qui tutto è dubbio, arbitraria ed ipotetica ogni
ricostruzione così per rispetto alla forma, come alle
dimensioni. La devastazione anzi la distruzione radi-
cale dell' interno dell'edificio arresta le nostre cono-
scenze allo stilobata. I pochi pezzi in posto, che tali
io giudico perchè orientati e posati sul tiparo, tro-
vati nell'area interna sono segnati nella pianta e sono
quattro solamente ; essi hanno uno spessore quasi uni-
forme di cm. 50 e sono dello stesso materiale, dello
stesso taglio, quasi dello stesso modulo dei massi im-
piegati nelle altre parti. Altimetricamente essi hanno
lo stesso livello della seconda filata dello stilobata, a
contare dal basso, ed è perciò che essi spettano a strati
di fondazione. Siccome per il pavimento della cella
non era necessario scendere così in basso, se ne arguisce
che essi, sorreggendo due altre assise di pezzi, e tro-
vandosi sull'asse delle due colonne di centro del peri-
stilio orientale, formassero il sostegno delle due co-
lonne del pronao della cella. Le quali, in confronto
del posto loro assegnato dal Koldewey io sposterei di
circa un metro più verso ponente ; in tal modo, come
si è osservato in parecchi templi (p. e., A e G di
Selinunte) esse verrebbero a trovarsi sull'asse di due
colonne dei lati maggiori. Ma la straordinaria pro-
fondità che così viene allo pteron rende necessario un
secondo colonnato fra la entrata della cella ed il pe-
ristilio orientale, di guisa che convien credere che il
tempio fosse da questo lato diptero, come appunto è
stato nella pianta ideato e ricomposto.

I signori Koldewey e Puchstein (o. e, p. 67) ave-
vano espresso la raccomandazione ed il desiderio, che
altri scavi venissero eseguiti nell'area della cella, per
rintracciarne le fondazioni, od almeno le fosse di fon-
dazione di essa, e per precisarne meglio, in tal guisa,

(!) Per la colonna invece si potrebbe pensare ad un piede
di in. 0,314 riconosciuto nell'Hereon di Samos, per modo che,
con lieve eccedenza, vi sarebbero nel diametro della colonna
sei di codesti piedi.
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