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vasi inediti del museo kircheriano

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mosa. Dinanzi a lei corre un cerbiatto. Si potrebbe
pensare ad Iris o ad Eos, ma alla prima non conviene
la face ; la seconda appare con la face in età romana,
per esempio sui rilievi della corazza nella statua di

da Lenormant-De Witte ('). Vi si vede nel mezzo
Iris alata con xrjqvxsiov e oinochoe che si appresta
a versare da bere ad Apollo vestito dell'abito talare
dei citaredi. Dietro ad Iride viene a passo rapido una

FlG. 14.

Augusto di Prima Porta (') dove essa volando e con
face precede il carro del Sole, ma non conosco rap-
presentazioni analoghe sui vasi greci. La presenza del
cerbiatto rende assai più probabile, che si tratti di
Artemis 2skavaCa o (pcoffcpÓQog, una parente della
romana Diana Lucifera. Artemidi alate non mancano
nell'arte antica, specialmente arcaica. Alata era quella
rappresentata sulla cassa di Cipselo (2) e l'Homolle
propose il nome di Artemide per la statua alata di
Archermos, in cui si riconosce più volentieri una
Nike (3). Ma il miglior termine di paragone col no-
stro vaso può offrirlo un'anfora a figure rosse pubblicata

(') Helbig, Fuhrer I*, p. 4.
(*) Paus., V-19, 5.

(3) Bull, de Corr. ffell., 1879, p. 393.

figura di fanciulla alata con due faci, che è stata
battezzata in vario modo (2), ma per la quale ritengo
più probabile la identificazione con Artemide ricono-
sciutale dal Paris (3).

Questi ultimi tre vasi Kircheriani a figure rosse credo
debban rimandarsi agli ultimi decenni del V secolo o
ai primi del IV. Il museo possiede ancora un altro
centinaio di vasi in maggioranza piccoli vasetti pro-
tocorintii e corintii, buccheri e vasi etrusco-campani,
dei quali come meno importanti darò notizia nel
catalogo generale che sto preparando.

R. Paribeni.

(') Élite céramographique, II, tav. 47.
(*) Cfr. ibid, p. 143.

(3) In Daremberg Saglio, Dictionnaire s. t. Diana, p. 133.
 
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