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315

li, PALAZZO DI PHAESTOS

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sepolto sotto il palazzo miceneo con tutti i suoi
arredi.

La ricca suppellettile, proveniente da un piccolo
recinto sacro e dai magazzini di tale edificio, induce
a credere che, fra i ruderi sottostanti al palazzo mi-
ceneo, si possa nascondere ancora qualche prezioso og-
getto sul genere di quelli elio ultimamente s' estras-
sero dagli strati più antichi di Knossos e di H.
Triada.

Nuovi saggi, praticati quest'anno dall'Halbherr
nella spianata che si stende innanzi allo scalone
del megaron e ai magazzini micenei, hanno confer-
mato che in tutta quella zona si conservano vani an-
tichissimi, ricchi di svariata suppellettile; cosicché la
esplorazione dell'edifìcio primitivo di Phaestos — pro-
seguita ed ampliata per quanto può consentire la ne-
cessità di conservare al palazzo miceneo tutta l'impo-
nenza della sua integrità — non deve trascurarsi da
chi voglia dare un' idea delle prime fasi di civilizza-
zione cretose sull'acropoli di Phaestos.

E certo a una illustrazione definitiva del palazzo
non potrà porsi mano se non quando siasi adempiuto
a tale esigenza scientifica.

Questa Memoria ha, come l'altra, il carattere pu-
ramente obiettivo che s'addice a una esposizione pre-
liminare. Se non che, essendo ora condotti a termine
gli scavi dei palazzi di Knossos, di Phaestos e di
H. Triada, dallo studio dei varii edifici e delle loro

suppellettili e dagli opportuni confronti, abbiamo cre-
duto di poter trarre qualche conclusione generale sulla
cronologia, qualche osservazione sui sistemi architet-
tonici della Creta primitiva, sulla metallotecnica, sullo
sviluppo della ceramica vascolare.

Una revisione completa e minuta dei monumenti
e dei materiali archeologici potrà condurre a nuove
osservazioni, e servirà a risolvere vari dubbi, a cor-
reggere le inesattezze che fossero occorse nelle Me-
morie preliminari.

Una pianta definitiva e le più importanti sezioni
della reggia festia saranno altresì il risultato di nuovi
studi.

La pianta del palazzo e gli altri rilievi, qui annessi,
furono preparati da me e disegnati con la spontanea
assistenza di Francesco Pernier, mio fratello; la se-
zione del megaron miceneo e dei magazzini primitivi
è lavoro dello Stefani, il quale ritrasse, pure sul posto,
fedelissime copie grafiche dei principali oggetti, e di-
versi altri disegni vennero eseguiti a Firenze dal va-
lente pittore Guido Gatti.

Per alcune fotografie debbo ringraziare lo stesso
prof. Halbherr, il quale volle prenderle per me, du-
rante la mia assenza da Creta, fornendomi pure quante
notizie e schiarimenti potessero interessarmi per la pre-
sente pubblicazione.

Firenze, 1 giugno 1904.
 
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