Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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IL TEMPIO DI GIOVE OLIMPICO IN AGRIGENTO

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cipo di Biscari, agli artisti Saint Non ed Houel (v. fig. 3) tornato in Sicilia, uno scavo del grande monumento,
ed all'architetto Wilckins (*). Del progetto si interessò, con Monsignor Alfonso Ai-

roldi allora, custode delle Antichità di Val di Mazzara,

Scavi e rilievi dell'ultimo secolo. U marchese FIaus' Preccttore del principe ereditario,

e gli scavi ebbero inizio nel 1802 e terminarono nel

Una disputa Ira due dotti or ora ricordati (l'abate 1804, sotto la direzione e sorveglianza del Lo Presti,

Fea ed il cavalier Boni) sorta in Roma verso i primis- nominato soprintendente delle antichità per Girgenti.

simi anni dell'800 a proposito delle misure del nostro Lo scavo a dir vero, sembra sia stato rivolto prin-

tempio date nei codici di Diodoro, fornì occasione a cipalmente ad ottenere le dimensioni preciso deltein-

Fig. 2. — Veduta dello rovine del tempio di Giove Olimpico in Agrigento, nell'opera del P. Pancrazi (1752).

quanto sembra all'agrigentino Don Giuseppe Lo Preti, pio, per la questione della corrispondenza delle misure

che invano a Roma era stato interpellato sulle dimen- date in Diodoro.

sioni degli avanzi, così poco visibili (2), di caldeggiare, I risultati furono esposti molti anni dopo, nel 1814,

in un opuscolo pubblicato anonimo, ma dovuto al mar-
- chese Tlaus, nel quale si ragiona piìi del tempio di Zeus

(i) Quatremère de Quinoy. Sur la restituito* du tempie de in Olimpia che di («nello di Agrigento, ma che tutta-

Jupiter Olympien en Agrigente, in Archives Litteraires de VEurope, via contiene una, prima pianta, o come si amava di

IV, 1806, p. 84 seg2. ; id. in Mémoires de VInstitut Roiinl de ,. „ . , a -, „ . ,. .

„ ,,. . „. . . „ , .. , .,, dire allora, ìchnograna, delle rovine, di cui vengono

Franco, Lìti. anc. II, 1815; Biscan, I laggw per tutte le antichità

di Sicilia, Napoli, 1781. p. 121 segg. ; Saint Non, Yoyage piti. accertate le particolarità (colonne-pilastri) numero di-
tte Naples et de Sicile, 1782, IV, I, cap. 8, tav. 79 (attribuisce spari jj colonne nel Iato orientale ecc., senza che fosse
8 colonne ai lati piccoli del tempio). Houel, Yoyage pitt. defilé

de Sicilie, 1782, IV. p. 32; W. Wilckins, The antìquithies of rilevata l'esistenza di avanzi di quei giganti, in funzione

Magna Graecia, Cambridge, 1807, cap. Ili, tav. 17; Gastone architettonica di atlanti o telamoni, ricordati dal vec-

Rezzonico della Torre, Viaggio in Sicilia (1793) p. 9] (suppone , • i- n , n

., . , , ,, , , ... . ., „. , ,' chio b.azello e vanamente contestati per largomenlo

sulla tede dello stemma che tulli i capitelli del tempio iossero 1

sostenuti da gruppi di tre giganti). ex silentio, dal D'Orville e dal Pancrazi Q).

Non ho consultato i seguenti lavori citati dal Canina (III,

p. 61 dell'op. cit a col.101). Boni Memorie per le Belle Arti, anno -

1780 e Cav. Carelli, Dissertazione eseg. sulla origine e sistema della

sacra architettura presso i greci pubhlic. dall' Accademia Ernia- (1) Saggio sul tempio e la statua di Giove in Olimpia e sul

nese. tempio dello stesso dio Olimpico recentemente dissotterrato in Agri-

(-) Cfr. pag. 29 dello scritto del Lo Presti citato appresso genio, Pai. 1814; ristampato in appendice al Viaggio per le

alla nota col. antichità di Sicilia del Principe di Biscari ed. di Palermo 1825.
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