Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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IH ALCUNE RECENTI SCOPERTE

NELLA.

NECROPOLI DI S. LUIGI A CALTAGIRONE

r.

La necropoli di S. Luigi, situata ad oriente di Calta-
girone, venne alcuni anni fa esplorata in gran parte,
ma se in essa furono rinvenute molte ceramiche sicule,
corinzie, corinzio-siceliote, joniche ed attiche, possiamo
dire tuttavia che rarissimi furono i vasi dipinti. Gli
unici articoli di questo genere, come ebbe a dire l'Orsi
nella sua illustrazione del materiale di questa necro-
poli (x) (illustrazione di cui il presente articolo do-
vrebbe costituire una modesta appendice), erano delle
kylikes decorate con Sileni e qualche boccaletto con
figure atletiche dipinte in nero o con scene di soggetto
dionisiaco e di fattura assai scadente.

H primo vaso che possa dirsi degno di nota dal punto
di vista della rappresentazione figurata fu trovato
casualmente nel 1914 durante i lavori per la nuova ca-
serma dei carabinieri che sorge nel punto in cui s'incon-
trano il rettifilo Arcoleo, prima chiamato viale
Venti Settembre (la cui costruzione dette luogo al rin-
venimento della necropoli cui alludevamo), e il cosid-
detto viale dei Villini.

Grazie all'involucro di terra che totalmente rico-
priva il vaso e che impedì agli scopritori di riconoscere
di che si trattava, e grazie alla solerzia dell'Ispettore

(x) Orsi, Siculi e Greci a Caltagirone, in Notizie d. Scavi,
Roma, 1904 (Estr. fase. 2 e 3).

On. degli scavi, sig. Salvatore Marino, che immediata-
mente provvide a recuperarlo, esso oggi è custodito
nel piccolo Museo Civico di Caltagirone e presenta solo
rotture di poca importanza alla bocca e alla base che non
ne renderanno difficile il completo restauro.

L'orlo esterno di questo cratere a campana (alt.
m. 0,29, diam. base 0,13, diam. bocca 0,31) è decorato
da un giro di palmette diagonalmente contrapposte,
mentre sulla parte inferiore, all'altezza delle anse, ri-
corre un meandro regolarmente interrotto da crocette,
decorazioni, sì la prima che la seconda, che s'incontrano
su moltissimi altri vasi dello stesso periodo. Dentro a
questi motivi ornamentali sono racchiuse due scene
figurate : una ha per soggetto la fabbricazione di un vaso
alla presenza di Atena (fig. 1 e tav. I); l'altra, che in-
vece potremmo diredi contenuto generico ed abbastanza
banale, rappresenta un vecchio ammantato ed appog-
giato ad un bastone, che conversa con due figure mulie-
bri, anch'esse ammantate ed una delle quali fa l'atto di
porgergli un a ciotola (fig. 2).

È inutile dire che la scena rappresentata sulla fac-
cia nobile del vaso supera di gran lunga l'altra, sia per
l'interesse del soggetto, sia per l'esecuzione.

Scene del genere dell'ultima di cui abbiamo discorso
tornano, infatti, di frequente sui vasi del periodo cui cre-
diamo potere attribuire il nostro e anche più tardi: si
pensi, ad esempio, al celebre cratere d'Arezzo col ratto
d'Ippodamia, in cui, nella parte posteriore, ritroviamo lo
schema del vecchio tra due figure muliebri e, per il mo-
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