Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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H. MONUMENTO SEPOLCRALE DEGLI AURELI

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taglio consisto m'Ha fila inferiore, in un fregio di ovuli,
nella fila superiore in una serie di foglioline tónde a
nervatura eentrale intagliata. Secondo lo stesso si-
stema è composta la cornice superiore dell'architrave,
collimila differenza che la fila inferiore ha il bordo
scompartito in dentelli. Altrettanto dicasi delle due
ali del timpano, del (piale non si rinvenne al suo posto
che l'estremo angolo destro, tutto il resto essendo
andato irreparabilmente in frantumi e disperso. Il
vuoto che oggi si osserva tra le cornici dell'architrave,
era un giorno forse colmato da una tarpa di terra-
cotta. Alle due estremità, poi, le cornici dell'archi-
trave sporgevano di una ventina di centimetri, l'or-
mando due mensole. Agli stipiti della porta, larghi
ciascuno m. 0,24, si appoggiavano in origino due co-
lonnine tonde composte pure di mattoni stratificati
e intagliati, con capitelli di siile corinzio, sui quali
appunto dovevano poggiare le mensole dell'architrave.
Numerosi pezzi delle colonnine, e anche qualche fram-
mento laterizio pertinente ai capitelli, si rinvennero
durante lo sterni. Nessun frammento riferibile alle basi
delie colonne ci fu dato di rinvenire, ma non si può
a meno di supporre che le colonne posassero su basi
dello stesso stile dei capitelli (ricostruzione a tav. ti).

La profondità della porta è di m. 0,64. Agli angoli
tra l'architrave e gli stipiti sporge un bastoncello inta-
gliato, a foglioline arcuate. Alla base degli stipiti,
una cornice sagomata, con toro e listelli. Sugli spigoli
interni degli stipiti si trovano incastrati da ciascuna
parte due dadi di travertino, all'altezza di in. 1 dalla
soglia, entro i (piali sono praticati i l'ori per i cardini
dei due battenti i quali si aprivano verso l'esterno.
Nessuna traccia d'intonaco si rinvenne sul materiale
laterizio abbondante che tuttora compone la porta.
E quindi ragionevole supporre che la decorazione cro-
matica della porta fosse quella naturale rossastra del
mattone. È questo un esempio superstite caratteristico
e insigne, ma non unico, dell'architettura laterizia
abbastanza diffusa in Roma nel II e III secolo del-
l'Impero, ispirata alle forme severe dell'architettura in
materiale più nobile (*). Quanto alle linee generali,

(*) Una pinta {'(in timpano a mattoni, affatto simile a que-
sta, fu rinvenuta c si ammira tuttora in sita, all'ingresso del
cimitero di Pretestato (ved. riproduzione incompleta in I. 11.
Parker, The Cutucoiiih* of Rome, Oxford-London, 1877, tav. 3).

si deve riconoscere come sia questo, appunto, il tipo di
porta monumentale in uso nei sepolcri romani, specie
nel 111 secolo. Se ne osservano esempi notevoli sopra
sarcofagi del tempo (1).

Che codesta porta non faccia parte del monumento
originario, è chiaramente dimostrato, oltre che dalla
demolizione dcll'arcosolio, di cui rimangono tracce
ai lati della porta, sopratutto da! fatto che l'archi-
trave ed il timpano poggiano direttamente sulla pa-
rete dipinta, le cui pitture sono rimaste in parte di-
strutte, in piccola parte semplicemente coperte da
questa sovrapposizione.

Il pavimento della camera era in origine intera-
mente decora to da un mosaico a tessere bianche e nere.
Tale mosaico risulta essere stato demolito tutto in-
torno alle pareti per largo tratto, allo scopo di pra-
ticare nell'area corrispondente delle formar, per inu-
mazione. Si conserva però tuttora in. ottimo stato la
parte centrale del mosaico (m. 2,70 X 1,75), la quale
porta iscritta a tessere nere la dedica del monumento
sepolcrale, col nome del dedicante (fig. 15), entro cor-
nice della forma di fascia, dentellata. Nella iscrizione
sepolcrale, che suona: Aurelio Onesimo - Aurelio Pu-
pi rio - Ah relitte. Fri tue (sic) Virg(ini) - Aurelius Fe-
licissimus - Fratris (sic) el Colibert(is), b(ene) m(eren-
tibus) f(ecit), si nota principalmente l'anomalia della
forma fruì ri*, abbreviazione di fralribus. In questa
iscrizione è poi in certo qua! modo racchiusa la chiave
del carattere del monumento e delle sue origini, poiché
a seconda del significato più o meno letterale (die si
vorrà attribuire alla parola fratres, il monumento pot rà
essere considerato come un sepolcro di famiglia, e tale
rimane per noi l'opinione più accettabile, oppure come
il sepolcro elargito ad ima comunità,certo religiosa^),
da un Aurelio Felicissimo, di origini servili come i
suoi correligionari.

Non bastando le formae, o fosse terragne, da noi
rinvenute intorno all'iscrizione a mosaico, con avanzi
delle ossa, fu iniziata Pescavazione dei loculi parietali,
senza, darsi alcuna pena delle pitture che ne venivano

(1) Daremberg-Saglio, Diclionnmre, s. v. lamia: Cagnat-
Chapot, Manuel d'antiquités rontaines, I, p.filóseg., fig. 327.

(2) Paribeni,art.cit. 11 preciso e ben circoscritto significato
della panda canliberti non sembra tuttavia permettere che si
attribuisca alla parola fratres un significato simbolico e diverso
da ([Hello proprio e usuali'.
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