Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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AI, VIALE MANZONI IN ROMA

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la verga, presa in questi casi come indice della virtù
taumaturgica C i. soltanto però nell'atto in cui il mi-
racolo si compie, abbia ordinaria niente una l'unzione
piii semplice, pratica e comprensibile, significando
niente di più che il naturale attributo del maestro,
l'insegna del docente (2). Tale significato apparente-
mente più pedestre, ma per noi non meno impor-
tante del primo, sembra a sufficienza, confermato dalla
riunione della verga insieme al volume nelle mani
della stessa persona.

Non possiamo accettare, riguardo alle quattro fi-
gure d'uomini intorno al tondo centrale, la spiegazione
di Wilpert, secondo il quale è ivi per quattro volte
ripetuta l'immagine del Cristo. Ciò, tra l'altro, per-
chè mentre il medaglione centrale ò occupato da una
composizione figurata da cui viene esclusa l'imma-
gine del Salvatore, questa comparirebbe poi in l'un-
zione assolutamente secondaria e subordinata riguardo
alla composizione centrale, contro quanto avviene
in casi simili. Così ci sembra dover escludere che le
due ligure di donne in tunica talare, dipinte sulla pa-
rete destra della camera, simboleggino, secondo lo
studioso citato, delle maghe, in unione con i maghi
muniti di verga taumaturgica. Giacché se, a nostro
modo di vedere, la magia è da escludere per gli uomini,
a tanto maggior ragione essa dovrà essere esclusa pel-
le figure di donna, prive persino di quegli attributi
che avrebbero Fatto pensare a personaggi di magia,
come la verga, insieme con il volume, o sola,.

Se negli uomini, dunque, saranno da riconoscere dei
santi dottori, Apostoli o simili, alle due figure di donna
si potrà attribuire se non un significato affine, per lo
meno quello di iniziate e di praticanti fedeli e distinte
della nuova religione, senza aggiunta alcuna di acces-
sori magici.

Alla regione del Paradiso possono anche ascriversi
le due figure semicoricate di efebo e di fanciulla entro
i due mezzi medaglioni della vòlta, tolte a simbolo di
anime elette nella pace e nella felicità dei beati. La-
corona che le due figure portano in capo, come la co-
rona di cui saranno insigniti nell'arte dei secoli suc-

C) Wilpert, op. eit., p. 41.

(2) Di verga è munito il maestro di scuola in uno dei qua-
dretti della vòlta centrale del Monumento sotterraneo di Porta
Maggiore (Notizie degli Scavi, 1918, p. 40).

cessivi i martiri della fede, è chiaro indizio della loro
apoteosi. La medesima significazione sarà natural-
mente da attribuire alle due figure che si ripetono
affatto simili a quelle della vòlta, entro l'arcosolio cen-
trale. A idee celesti ci richiamano anche i due fanciulli,
o geni volanti, entro i due arcosolì laterali.

E veniamo ai complessi di figure in numero di do-
dici per ciascuna delle pareti di fondo degli arcosoli.
Cheidodici uomini dell'arcosolio centrale rappresentino
gli Apostoli (') è purtroppo lecito dubitare, per le stesse
ragioni accennate di sopra. La cosa è tanto meno
accettabile nel nostro sistema esegetico, in quanto
manca ancora la figura del Cristo, indispensabile presso
ogni riunione di Apostoli al completo, ila poiché in
ogni caso viene fatto di pensare se non a membri
di una comunità, certo a persone di natura comunque
affine, si fa strada l'ipotesi che anche in questa scrii-
di dodici possano riconoscersi delle figure di Profeti
dall'artista riuniti insieme in un mondo ideale para-
disiaco. Esclusione completa, quindi, anche in questo
campo, di qualsiasi riferimento alla vita terrena, vago
e malsicuro ogni rapporto con figure del Nuovo Testar
mento. Neanche qui è poi necessario sia inteso il
numero dodici come numero canonico, poiché la serie
di dodici sarebbe aumentabile di parecchie tra le
figure affini sparse nella decorazione del Cubicolo (2).

Quanto alle dodici coppie rappresentate sei a sei
nei due arcosoli laterali, il Crossi (ìondi, sviluppando
la tesi di pitture ispirate all'eresia dei Valentiniani,
credette di riconoscere, in base ad accenni di S. Ireneo
(Cernirà Haereses, I, l), una dodecade di Eoni, uomini
e donne, ripetuta due volte per ragioni di simmetria (*).
Ma il concetto di esseri astratti, di idee filosofiche e
metafisiche espresse per simboli, di natura così eva-
nescente, mal si confà con l'aspetto così semplice, ba-
nale e monotono di coppie realisticamente rappresen-
tate (4). Una qualunque spiegazione di queste scene

(!) Questa è l'opinione di Grossi-Gondi, art. cit., p. 131.

(2) Ben si addirebbe la natura di profeta alla figura che ad-
dita la croce sulla parete de:;! ra del vest ibolo (ved. fìg. 38e p. 380).

(3) Art. eit., 1. eit.

(*) Lo stesso (i. de Jerphanion, in art. cit.. p. 73, respinge
espressamente l'ipotesi del Grossi-Gondi. Non ci sembra, però,
che l'interpretazione simbolica di Wilperl seconda il quale le
dodici coppie sarebbero r> emanazione dello spirito invisibile .
si distingua pel: maggior chiarezza e meriti maggior attendibilità.
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