Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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VASI FKiKIIATI COX Kll-'I.KSSr DELLA PITTURA IH PARRASIO

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cciin la. penna cospargo un qualche lenimento sulla,
piaga., o la. rinetta.

L'arco serrato al fianco, la pelle della fiera (Filot-
tete non veste qui, come nella tragedia di Euripide,
pelli ferine, ma se ne serve altrimenti) hanno un ov-

Fig. 19.

Oscuro è invece il significato della faretra vuota delle
frecce portentose, le quali sono state già sottratte
e sono ormai custodite nel chiuso astuccio che tiene
in mano lo scaltro Ulisse. Ma Filottete se n'è accorto ?
Dal modo con cui stringe a sè l'arco, pur essendo in-

Fig. 20.

vio significato : non meno quel grappolo di uccellini
appesi nella grotta, che non alludono soltanto alla
caccia, onde l'eroe solitario si procurava il vitto, ma

tento alla medicatura e cioè (piando meno poteva far-
gli comodo, si direbbe che sospetti un'insidia - l'orse
la. giovane donna, con la quale conversa, <rli parla del-

sono sopratutto un documento della, sua abilità di ar-
ciere infallibile, nel cui antro abbondava la preda: ed
anche i piccoli uccelli erano vittima di quel suo arco (2).

a Troia per opera di Diomede e Neottolemo chi' gli fecero cono-
scere l'oracolo ; nò potrebbe rappresentare l'eroe ancora ma-
lato nella grotta, perchè divenuto padrone di parte dell' isola.
Sulle virtù della terra lemma ofr. le testimonianze antiche
e moderne citate da Milani, p. 28.

I1) Ricordiamo oix tjqxsi nétf>tj, tqP%o;. 'AvOoov, e'Axog dfitj,
Antìi. Palai., IV, 112.

(2) L'eroe ferito, intento alla caccia degli uccelli, è rap-
presentato nelle monete di Lamia in Tessaglia (cfr. E. M'. ('..
Thess., tav. III. 15, e IV, 3; Head, R. A'2 p. 296).

In una gemma di dubbia autenticità vediamo l'eroe assiso
su di un sasso «cui sembra render soffice l'ala di un uccello uc«
ciso in caccia » (Milani, p. 88). Quanto sia ovvio l'accenno alla

l'arma preziosa ed cali, fatto sospettoso, con mossa
ingenua se la serra al fianco. 0 s'è accorto della spari-
zione delle frecce, e in quel momento sente che anche
l'arco u'ii viene insidiato.

Oscura, è parimenti l'identificazione di questa
donna. Sarà un'abitatrice di Lemno, corifea o ele-
mento di coro di una tragedia, o una personificazione
della (piale non mancherebbero esempi, o non piut-

caccia per raffigurare la vita selvaggia dell'eroe, ce lo può dire
un passo del Telemaco di Fénelon: «Là, abandonné des hom-
mes» dice Filottete, « je passais mon temps à percer de me flé-
ches les colombes et les autres oiseaux qui volaient autonr de ce
rocher. Quand j'avais tuó quelque oiseau pour ma nourri-
ture... etc. » (lib. XV).
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