Real Museo Borbonico — 11.1835

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VOL. XI. TAV. XXXIV.

Teseo che abbandona Arianna. — Dipinto
ritrovato in Pompei.

Famosa per tutta la Grecia fu la vittoria da
Teseo riportata sul mostro del laberinto di Cre-
ta (1), nè meno celebre fu l'avventura di Arianna
figlia del Re Cretense, che, presa di amore per
l'eroe Ateniese, in quella impresa il guidò, e
dal laberinto il trasse vittorioso (2). Come Teseo

(1) Vinti gli Ateniesi nella guerra che loro apportò Minosse, per vendicar la
morte del suo figlio Androgeo da essi ucciso per ragion di Stato, chiesero pace,
che lor venne accordati alla durissima condizione di spedire in ogni tre, o come
altri dicono in ogni sette anni, in Creta sette giovanetti ed altrettante donzelle
da servir di pasto al Minotauro che nel laberinto era rinchiuso. Per ben due volte
fu pagato il crudele tributo ; nella terza cadde in sorte a Teseo di esser fra gli
altri spedito a Creta, o come altri riferiscono Teseo volontariamenle si offri di
esser compreso in quel numero , onde col suo valore salvar la patria da cosi
dura gravezza. Parli in fatti 1' Eroe cogli altri destinati per Creta , ove giunto
uccise, col favor di Arianna, l'abborrito mostro, e salvò la sua patria da sì vergo-
gnoso ed inumano tributo.

(2) Appena giunto in Creta il valoroso Ateniese, Arianna perdutamente se
ne invaghì, e cercò non solamente di salvarlo, ma di renderlo vittorioso dell'
odiato mostro. Ella consegnò al suo amante un gomitolo di filo che doveva gui-
darlo ne'diversi giri del laberinto, ingiungendogli di attaccarlo all'entrata onde
potesse più facilmente ritornare su'proprj passi. Abbattuto ch'ebbe il mostro riuscì
facile all'eroe di recarsi alla porta del laberinto che gli fu aperta da Arianna nella
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