Rocznik Historii Sztuki — 28.2003

Page: 298
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/rhs2003/0299
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
298

JERZY KOWALCZYK

parapetti rigonfiati e ondulati. La sorgente di ispirazione fu qui l'architettura austriaco-boema e in particolare le operę di Christoph
e Kilian Ignaz Dietzenhofer.

Le soluzioni spaziali di maggior rilievo sul territorio dell'arcidiocesi sono rappresentate dai tempi centrali eon navata mediana
ovale o poligonale, sovrastata da una cupola di forma corrispondente. Questa struttura si puô osservare nella chiesa lignea a Tołste
presso Trembowla su pianta ottogonale eon quattro cappelle e facciata a due torri. Si tratta sicuramente di un'opera del capitano
J. de Logau, architetto di corte dell'etmano Adam M. Sieniawski (1715). A sua volta la chiesa delie carmelitane calzate a Leopoli
aveva un interno eon navata ovale sovrastata da una cupola e attorniata da cappelle (1714-1716).

Uno splendido tempio centrale a navata ovale sovrastata da una cupola su un tamburo alto è la chiesa dei domenicani del
Corpus Christi a Leopoli - opera di Jan de Witte (1744-1769). Si tratta di uno dei templi più significativi di questo tipo di tutta
l'architettura europea dell'epoca tardo barocca. Anche se gli studiosi sottolineano che la fonte di ispirazione fu la Karlskirche a
Vienna - opera di Fischer von Erlach - Jan de Witte si spinse ancora più in là nello sviluppare le forme tardo barocche. Egli rafforzô
notevolmente gli effetti plastici dell'interno e dell'esterno, fasciando la navata centrale ed il tamburo eon coppie di colonne e
conferendo alla facciata délie forme dinamiche. L'originalità dell'opera leopolitana consiste nell'introduzione sulle colonne infe-
riori di figure di santi, che costituiscono in qualche modo un punto di collegamento tra la dimensione terrena e quella céleste,
simbolizzata dalla cupola. L'analisi iconologica del tempio induce a concludere che la chiesa del Corpus Christi - conformemente
alla sua intitolazione - è „un grande tabernacolo dalla forma di un tempio con cupola" (A. Miłobędzki). Il sac. Paweł Giżycki non
riuscî ad eguagliare il lavoro di Jan de Witte. Giżycki fu l'autore delia chiesa dei domenicani a Tarnopol (1749-1770), nella quale
la navata centrale su pianta ottagonale allungata è coperta da una volta a vela con lunette, al modo dell'architettura romana
(S. Giacomo al Corso). La volta a vela venne decorata da Stanisław Stroiński con una policromia del tipo a quadratura, con una
cupola illusoria secondo il modello di Andréa del Pozzo a S. Ignazio a Roma, diffuso dall'autore nel suo trattato sulla prospettiva
(I vol. 1693). Cupole illusorie secondo il modello del del Pozzo vennero dipinte sulle volte delie chiese a Hodowica e Kąkolniki
ed anche sul soffitto délia chiesa lignea a Pistyń.

Nel periodo tardo barocco vennero modernizzati gli interni di molti templi mediante la sostituzione di tutti gli accessori, corne
altari e pulpiti. Le pareti venivano coperte con policromie illusionistiche. Cosi si procedette nelle chiese dei gesuiti e dei bernardini
a Leopoli. Significativo fu il rifacimento in senso teatrale degli interni. La barocchizzazione su grande scala degli interni délia
cattedrale latina venne compiuta dall'arcivescovo Wacław Sierakowski negli anni 1765-1776. Progettista e direttore dei lavori fu
Parch. Piotr Polejowski, la policromia fu realizzata da Stanisław Stroiński, mentre le statue furono opera di una schiera di artisti
con in testa Maciej Polejowskim, fratello di Piotr. Il ricco programma iconografico delia policromia e dell'altare venne definito dal
sac. Szczepan Mikulski. Nello sforzo di riordinare il tempio gotico e di ottenere una pianta simmetrica, vennero abbattute sei
cappelle. Successivamente vennero ricollocate al loro posto, ma con un'altra forma. Si tratta di attività legate all'estetica barocca,
che amava le piante ed i volumi regolari. Tutti gli ingressi allé cappelle vennero incorniciati da portali con arcate di una stessa
altezza con trasparenti ovali, ottenendo cosi un effetto totalizzante dell'interno. Non vennero modificate le proporzioni slanciate
dell'interno di stile gotico, che era vicino all'estetica artistica del rocoeô. La policromia di Stroińskiego copriva la volta a ombrello
e le pareti, cancellando in parte le forme gotiche dell'architettura. Gli altari rocoeô di Maciej Polejowski ricevettero non a caso delie
proporzioni slanciate.

Le strutture architettoniche degli altari mostravano chiaramente una propensione per le composizioni complicate ed andavano
alla ricerca di effetti di luce. Si osserva un graduale venir meno dei rétabli parietali a favore delie composizioni spaziali, aquinte,
teatrali. Per far arrivare la luce da una fonte nascosta fin sull'altare maggiore Bernard Meretyn costrui dietro 1'abside delie cellule
luminose, chiamate all'italiana „camere di luce" (Hodowica). Un magnifico esempio di unione di pittura illusionistica, seultura e
architettura fu 1'altar maggiore a Hodowica, progettato da Bernard Meretyn e ornato dalle figure espressioniste delio scalpello di
Jan Jerzy Pinsel (1757). Quest'opera rappresenta un vertice dell'arte tardo barocca su scala europea.

Le facciate dei templi venivano strutturate in diversi modi. Le facciate a due torri indicavano la dipendenza delia chiesa dal rito
latino, differenziandosi dalie chiese ortodosse prive di torri. Nell'arcidiocesi vennero dotate di torri quelle chiese degli ordini che
svolgevano un molo missionario ed educativo (dei bernardini a Gwoźdźieć, dei domenicani a Tarnopol, dei gesuiti a Stanisławów,
degli scolopi a Złoczów, dei missionari a Hodowica). Le chiese a due torri erano per lo più a due o tre piani.

Molte facciate di chiese parrocchiali non avevano torre. Fu Meretyn l'autore di quelle più raffinate, con pilastri di ordine
gigante e statue (Hodowica).

Le facciate monumentali con colonne erano una rarità nell'arcidiocesi e comunque si differenziavano tra di loro. Oltre alla
facciata romana délia cappella nel collegio leopolitano degli scolopi va prestata particolare attenzione alla facciata délia chiesa dei
domenicani del Corpus Christi a Leopoli. La struttura délia facciata era basata sullo schéma palladiano a due ordini. L'opéra di Jan
de Witte è l'esempio più splendido in Europa di interpretazone barocca délia composizione palladiana a due ordini a forme
dinamiche.

La prima facciata barocca a forme dinamiche è tuttavia quella délia chiesa dei bernardini a Gwoździec (1730-1734). Merita di
essere ricordata anche la facciata incompiuta délia chiesa délie sacramentali a Leopoli, iniziata da Meretyn nel 1743).

Forme assai interessanti venivano date aile cappelle adibite al culto e che erano al contempo mausolei di famiglia. Presso la
cattedralle leopolitana vennero costruite nel XVIII sec. due cappelle simili sovrastate da due cupole ovali, i cui fondatori furono
Wiśniowiecki (1701 1707) e Jabłonowski (1769-1776). La prima venne decorata attorno al. 1705 con stucchi délia bottega di
Baldassarre Fontana. La seconda, modellata sulla prima, ebbe degli stucchi rocoeô.

L'importanza dell'architettura sacra nell'arcidiocesi di Leopoli puô essere giustamente paragonata a quella dei maggiori centri
délia Repubblica polacca del tempo, corne Varsavia e Vilnius.

Tradotto da Danilo Facca
loading ...