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Tasso, Torquato
La Gerusalemme liberata — Venedig, 1745

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https://doi.org/10.11588/diglit.5052#0458
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C iA N T 0

ii.
Del Re cT Egitto è la Città frontiera,
Da lui gran tempo innanzi ai Turchi tolta 5
E però ch'opportuna e prossima era
Air alta impresa, ove la mente ha volta :
Lasciando Menfi, eh'è sua regia altera,
Qui traslato il gran seggio, e qui raccolta
Già da varie provincie insieme avea
L' innumerabil' oste all' assemblea.
ni.
Musa, quale (ragione, e qual là fosse
Stato di cose, or tu mi reca a mente:
Qual'arme il grande Imperator, quai po(Te,
Qual serva avesse, e qual compagna gente :
Quando del Mezzogiorno in guerra molse
Le sorze, e i Regi, e l'ultimo Oriente.
Tu sol le schiere e i duci, e sotto l'arme
Mezzo il mondo raccolto , or puoi dettarme.
IV.
Poscia che ribellante al Greco impero
Si sottralse l'Egitto, e mutò fede}
Del sangue di Macon nato un guerriero
Sen fè Tiranno, e vi fondò la sede.
Ei fu detto Calisfo, e del primiero
Chi tien lo seettro al nome anco succede.
Così per ordin lungo il Nilo i suoi
Faraon vide, e i Tolommei dappoi.
v.
Volgendo gli anni il regno è riabilito,
Ed accreseiuto in guisa tal che viene,
Asia e Libia ingombrando, al Sirio lito
Da' Marmarici fini, e da Cirene :
E palsa addentro incontra all'infinito
Corso del Nilo asfai sovra Siene :
E quinci alle campagne inabitate
Va della sabbia, e quindi al grande Eufrate.
 
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