Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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LA GALLERIA NAZIONALE DI LONDRA 97

Pittori veneti di provenienze diverse:

Cima da Conegliano, Bernardino Licinio, G. Batt. Moroni, Tintoretto.

Altri tre quadri di scuola veneta vie più pregevoli furono comperati dalla Galleria
fino dal 1890. È un soggetto che troviamo fra altri gradito nei bei tempi, quello della
immagine di N. S. (la testa con poca parte del busto) incoronato di spine, lo sguardo rivolto
all'osservatore. Fra i pittori affini a Giovanni Bellini, in ispecie, non è raro trovarne degli
esempi. Tale quello proveniente dalla collezione Perkins, classificato ora come opera attri-
buita a Giovanni Bellini. È una dolce fisionomia di Cristo, preso di faccia, i capelli a ciocche
ondulate cascanti sulle spalle, che sono coperte da un succoso panno turchino. Che un lavoro

siffatto non possa essere affermato senz'altro quale
_ opera del maestro, ogni buon intelligente lo deve
riconoscere. Le quattro opere autentiche che la
Galleria possiede (ne escludiamo decisamente
quelle di due soggetti riferentisi a San Pietro
martire) 1 dovrebbero bastare ad attestarlo. Vo-
lendo pronunciare un altro nome poi, per quanto
lo consente lo stato del dipinto, che deve aver
sofferto per incauta ed incerta pulitura, si presen-
terebbe come il più plausibile quello dell'accurato
e puro Cima da Conegliano.

Fortunatamente è segnato del nome, tanto
del rappresentato quanto dell'autore, un ritratto
di un giovane gentiluomo, di un effetto pitto-
resco soave e semplice ad un tempo, di natura
da richiamarci gl'ideali e i modi di concepire
di un artista sovrano, quale Giorgione (fìg. 6a).
Dov'è pure interessante l'osservare, che il Barba-
rei li già da 18 anni era scomparso da questo
mondo, allorché questo ritratto venne alla luce,
leggendovisi nel parapetto l'iscrizione seguente:

Fig. 5' - La Pietà, di Ercole Roberti STEPIiANVS NANI . AB AVRÒ

(Nella Gali. Naz. di Londra) XVII. MDXXVIII

LYCINIVS . P.

D'onde si deduce che sopravvisse lungamente alla persona del maestro il fascino e il
dominio del genio suo fra' suoi compaesani.

Se Bernardino Licinio, l'autore del ritratto, ne' suoi più verdi anni abbia potuto cono-
scere personalmente il maestro, è cosa che non si può nè affermare, ne negare, dappoiché
ci troviamo tuttora all'oscuro circa il tempo della sua nascita, non meno che per quello
della sua morte.

Più sicuro invece è ch'egli abbia avuto attinenze anche nel campo dell'arte col suo
parente, il grande Giov. Antonio Licinio da Pordenone, col quale anzi è stato più volte
confuso. Fu pure scambiato con altri valentuomini della scuola, come con Giovanni Bellini
(ritratto di Francesco Fileto umanista, nella Galleria Brignole Sale a Genova; altro ritratto
di gentiluomo attempato, recentemente tolto dalla sala del Baroccio agli Uffizi, dove portava
il n. 168), con Giorgione (Adorazione de'pastori nel duomo vecchio di Brescia e in varie
raccolte estere), con Tiziano (in certe case private), con Paris Bordone (ritratto di genti 1-

1 Vedi: Arte italiana del Rinascimento, p. 315 e 319.
La mezza figura di San Pietro Martire da assegnarsi a

Archivio Storico dell'Arte, Anno Vili, fase. I-II.

Gentile Bellini, il paesaggio colla Morte del Santo
stesso, piuttosto ad un plagiario di Giovanni.

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