Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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nato nei documenti (Jahrbuch der Kunstsamlungen
cles allerh. Kaiserhauses, XI, p. 234 e seg.), e gli
succedettero nella direzione della fabbrica prima^
a quanto pare, il suo giovane rivale, l'intrigante
maestro muratore Nicolao Diiring, e dopo la morte
di questo nel 1558 Marco della Bolla, a quanto pare
allievo del Crivelli, perchè gli succedette pure nella
direzione della fabbrica della difesa di S. Pauls a
Eppan. È da supporre che il Crivelli abbia pure
fabbricata alcuna delle chiese erette da Bernardo
Clesio, le quali mostrano generalmente un simile
stile di transizione dal gotico al rinascimento, come
si osserva alla Hafkirche d'Innsbruck.

Capo degli scultori e scarpellini era Alessio
taia,preda (forse identico con Alessandro fiorentino),
al quale, anche astrazione facendo da quest'ultimo,
toccano nei conti, pubblicati di sopra, più di Rei-
nesi 1478. Anche il tenore degli altri documenti
ci fa riconoscere ch'egli era il capomaestro di una
schiera di scultori, i quali lavoravano sotto la sua
direzione. Fra questi si distinguevano i maestri:
Yicenzo pagato con R. 384

Zuan Dona R. 221. 4. 10. 3

Zaccaria fiorentino R. 191. 1

Biagio Vicentino e Cristofolo R. 171. 2. 6. 2
Vettore unitamente a Zuan Dona R. 122. 1. 3
Stefano da Civezzano R. 87. 0. 1

Zuan fiorentino (forse identico con Zuan Dona,
ma non con ZuanfAntonio) R. 86. 3. 3

Zuan Giacomo R. 77. 2. 7

Zuan Antonio fiorentino R. 22. 7. 5

Come capojdei muratori apparisce:

Anselmo, murar, colla paga di R. 786

Fra gli altri la più grossa paga ottenne:
Cherubin da Lecco R. 160. 2. 5. 3

Martin murar ottenne R. 11. 1. 0. 3

Fra i pittori spiccano i celebri maestri :

Batista Dosso con R. 263. 1. 7. 4

Dosso R. 1290. 3. 8

Girolamo Romanin R. 606. 3. 4

Marcello Fogolino R. 620. 0. 4

Cercheremo più tardi, coll'aiuto di ulteriori do-
cumenti, di precisare, per quanto ci sia possibile,
la parte che tocca ad ognuno di questi pittori nella
decorazione del castello. Possiamo però affermare
sin d'ora che nei documenti non si fa menzione nò
di Girolamo da Trevigi, mentovato dal Vasari (Ed.
Gaet. Milanesi, 1878, voi. V, p. 137), come uno dei
pittori del castello, nò del Brusasorci o di Giulio
Romano, nominati da altri autori.

Archivio storico dell'Arte, Serie 2a, Anno I, fase. V.

Il Vasari scambiò probabilmente Girolamo Ro
manino da Brescia con Girolamo da Trevigi, seb-
bene faccia menzione anche del primo accanto al
Batista Dosso ed al Dosso semplice, nominati nel
quaderno e divisi da noi nel testo; crediamo pure
che non si tratti qui che di uno solo, cioè di Gio-
vanili Battista Dosso, il più giovane dei fratelli.
Perchè nel nostro quaderno fino al numero 359
viene sempre nominato soltanto Doso pictor e dal
numero 360 sino alla fine Batista Doxo. Ora appunto
col numero 360 comincia la scrittura della seconda
mano (I), ed è probabile perciò che il nuovo scri-
vano sia la sola causa di questa variante.

Vedremo alla fine di questa pubblicazione un
riassunto delle paghe ai principali pittori, ove non
si tratta, pare, che di un solo Dosso, cioè di G. Bat-
tista Dosso.

I principali stuccatori, mentovati in quei conti,
sono:

Simone da Mantova e compagni R. 151. 3. 4

Biagio da Como e Cristofolo R. 146. 3. 1

Andrea R. 67. 4. 4

Zuan Antonio R. 44. 3

Zuan Battista R. 44. 3. 4

Benedetto R. 40. 1

Insiem a Simone ottenne R. 15 —

Zuan del Mulino R. 38. 1. 6

Bernardo R. 18. 1

Come fonditori sono da mentovare:

Berton, Bartolin di Ferrara: colla paga di

R. 459. 1. 5

e Stefano Godei R. 141. 2

Stephan Godei, o Godi, fonditore in bronzo di
Norimberga, fu installato ai 15 luglio 1518 dall'im-
peratore Massimiliano I come fonditore di Corte,
coll'annuo stipendio di 32 fiorini reinesi, oltre i pa-
gamenti pei singoli lavori da commettergli. Il suo
assunto principale era di fondere una quantità di
figure grandi di principi della Casa d'Austria e della
sua attenenza per il cenotafio di Massimiliano nella
chiesa della Corte a Innsbruck e di condurre a com-
pimento una serie di figure cominciate dal suo pre-
decessore Gilg Sesselschreiber, il quale per causa
della sua lentezza e neghittosità era stato spogliato
del suo incarico. Nel 1518 il Godi ebbe già finita
una statua grande, la quale piacque assai ali1 im-
peratore; dopo la morte di questo il suo successore
Ferdinando I sollecitava con grande zelo il com-
pimento di quel mausoleo, così che Godi nel 1528

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