Bullettino di archeologia cristiana — 2.1864

Seite: 80
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tresì in una iscrizione romana del 431 (1) ; in una
di Pavia del 471 (2), ed in una di Treveri d' anno
incerto (3). Si è disputato se la predetta formola debba
essere letta té» épav ovvero tgjv Ipa-j (cioè de' confini
o de' monti) ; e di quale tra le molle Apamee debba
essere intesa. Sulla prima questione generalmente si
conviene in tenere per certa, come è veramente, la
lezione rm opav de' confini. Ma da quale Apamea sarà
stato tolto il nome speciale d' una regione in epigrafi
tanto distanti di luogo costantemente chiamata % confini
Apameni? Nella lapido di Treveri quella designazione
geografica dal eh. sig. Francesco Lenormant è stata
interpretata dell' Apamea di Mesene in un' isola del
fiume Tigri sui limiti dell'Assiria e della Babilonia (4).
A lui però si oppose il eh. Garriteci (5) ; il quale
piuttosto all'Apamea in Celesiria volle attribuire i con-
tini Apameni. E credo che abbia ragione. Nella Ce-
lesiria Plinio pone l'Apamea (6) , che Tolomeo dice
aver dato nome ad una regione Y Apamene ; e nel-
l'iscrizione romana, cui allude il Garriteci, e che tut-
tora è inedita, il medesimo epitaffio Comense ora rin-
venuto conferma il supplemento già suggeritomi dalle

lapidi sopra citate 0AAAGIO;.....TOT re NI

CYPOC Ano KOÙMHC M.....tpav «rozMetoN

THG KTAHG CTPIAC (sic) , cioè Talassio . . . di
nazione Siro del vico M . ... ne' confini Apameni
della Celesiria. Quésti pochi cenni bastino sull'epi-
taffio del 401 ; imperocché quanto alle altre osserva-
zioni, che sopra esso converrebbe fare, mi rimetto ai
dotti commenti del Biraghi, che speriamo dal Balestra
saranno pubblicati.

Siegue dopo l'intervallo di 52 anni l'epitaffio di

(1) L. c. p. 289 n, oos.

(2) .Muratori, l'hes. inscr. p. 411, 1.

(3) Le Blant, Inscr. de la Caule T. I p. 324.
(ft) Vedi Le Blant I. c. p. 324.

(5) Civiltà Cattolica 4 Ott. 1850 p. 92.
(fi) Hist. nat. V, 23.

Geronzio uomo chiarissimo (cioè dell'ordine senatorio;
figliuolo di Geronzio anch'esso senatore, deposto nel
Maggio del 453 post consulatum Herculani indici.
VI. Intorno all' istoria di questo console del 452
fino ad ora oscurissima parecchie notizie ho trovato
e dichiarato nelle Inscr. christ. T. I p. 333, 334.
Ma ciò che è nuovo è il vedere nell' anno seguente
a mezzo il mese di Maggio tuttora ricordato il con-
solalo di Ercolano ; mentre Opiliqne teneva l'onore
de' fasci nell' impero occidentale. È inutile eh' io qui
ricordi al lettore ciò che ho distesamente trattato nel
tomo predetto intorno alla formola post consulatum
non adoperata mai a capriccio , ma sempre rispon-
dente alle legittime promulgazioni consolari, ed alle
politiche vicende dell' impero cadente. Nel 452 Mi-
lano fu presa dagli Unni venuti sotto il comando
di Attila a manomettere l'Italia: s. Leone il grande
respinse in dietro quel flagello di Dio, come Attila
per antonomasia fu chiamalo. Ma dall'epitaffio di Como
ora apprendiamo, che nell'anno seguente tanta con-
fusione durava nell' alta Italia e nell' impero , che
nè anco nel Maggio ivi officialmente si sapeva chi era
stato nel Gennajo in Boma innalzato alla sede curule ;
notizia importante per la regolarità degli atti pub-
blici, e nei tempi di quiete con solenne pompa an-
nunziala a tulio 1' impero.

Gli altri epitaffi sono del 485, del 486, del 490
del 505, del 534; serie quasi continua, ma del tempo
appunto, nel quale le epigrafi di questo genere ab-
bondano in Como. Le date di questa bella serie non
sono nuove, come quelle de' due precedenti epitaffi.
E benché potrei fare sopra esse parecchie non spre-
gevoli osservazioni, pur nondimeno per non occupare
troppo spazio di queste pagine nelle ardue disquisi-
zioni di cronologia, che a molli dei miei lettori sono
poco gradito, e per dar luogo a qualche varietà di
notizie, chiudo qui il mio articolo e rimetto gli stu-
diosi alle tavole ed al testo del primo tomo delle
Inscriptiones christianac.

Notizie

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Fra i cemeteri romani, de'quali parla l'istoria, e che oggi erano scom-
parsi, noveravamo quelli di s. Castolo sulla via Labicaua e di s. Nicomede
sulla Nomentana. 11 primo non fu trovato dal Bosio, ma apparve ai giorni
del Fabretti, che ne trovò intatti molti ambulacri e sepolcri, sotto I' acque-
dotto dell' acqua Claudia nella vigna de' padri conventuali della chiesa
de' ss. Cosma e Damiano. Più volte sono ito a quella vigna, ne ho rac-
colto le iscrizioni ; ma niun accesso oggi era quivi aperto al sotterraneo.
Ed ecco che i lavori per la via ferrata hanno messo in luce parecchie vie
di quel cernetelo, non intatte però, nè decorate di pitture e di cubicoli.
In un altro bollettino sarà dato conto esatto di questo ritrovamento.

Il cemetero poi di s. Nicomede era sulla Nomentana in horlo liuti
inope Urbis muros. Il Bosio stimò averlo riconosciuto in alcune poche
vie sotterranee vedute anche dal Boldetti nella prima vigna fuori di porta
Pia alla mano destra; ove ora sorge il palazzo e la villa de' .Marchesi Pa-
trizi. 11 sotterraneo accennato dal Bosio e dal Boldetti era anch'esso scom-
parso; e le diligenze da me fatte per ritrovarlo m'avevano condotto sol-
tanto in arenarie scavate sotto quella villa, non mai nell'antico cemetero.

Laonde benché s. Nicomede negli atti del martirio sia assegnato al primo
secolo , pure nella Roma sotterranea ragionando de' cemeteri dell' età
apostolica ho dovuto tacere di quello, che da Ini è denominato, nulla o
quasi nulla sapendosene. Ma i prelodali marchesi Patrizi negli orti già
lucernari contigui alla loro villa ed ora incorporati alla medesima hanno
rinvenuto un sepolcreto dell' età cristiana sopra terra posto attorno ad un
edifizio, la cui forma, che si rileva dalle fondamenta, è senza dubbio una
piccola basilica ; e parallela alla fronte di questa una grandiosa scala, tutta
d'opera laterizia, fiancheggiata da loculi discende al cemetero sotterraneo.
.Molta è l'aspettazione destata da questa scoperta. Intanto un'iscrizione
rinvenuta con parecchie altre adoperate in secoli tardi a comporre un' arca
sepolcrale attirerà a se l'attenzione e gli studii dei dotti. In essa è ricor-
dato un JIONVMENTVM , nel quale e concessa la sepoltura ai liberti
del proprietario ed ai posteri loro colla condizione però che siano AT [ad]
HELIGIONEM PEKTINENTES MEA.M. Certo fe che questa forinola non
solo e inaudita nella pagana epigrafia , ma a prima giunta sembra più
acconcia in bocca d' un Cristiano o d' un Giudeo, che d' un pagano. Di
ciò tornerò a parlare riposatamente.

TIPOGRAFIA SALVItCCI
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