Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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DEGLI ÀNTICHI ROMANI. 9l

tjuesti non furon sempre o/stcelli naturali, da’ quali.
cominciò il giuoco; anzi vennero questi in disuso,
sostituendone s arte de’ nuovi, e piu pregevoli ;
altri dunque furono di bronzo, e due di questi ne
conservo. Un’altro, che ne ho, ò di bellistìma agata
Sardonica con linee, e macchiette di grata vista ;
nò è inveristmile, che serviste una voita al giuoco
di qualche persona più riguardevole^

Furono i Tali, come altrove accennammo,
in credito di maggior nobiltà , che le Testere. A
queste per lo più era dedito il volgo ; di quelli piu
st servivano li Personaggi ancor princlpali. Omero
ìntroduce Achille in tal giuoco. Filostrato fà lo stesto
di Patroclo ; anzì in Heroie. al cap. i o. delcrive la
pittura, che nel Tempio di Giove rappresentava.^
Cupidine, e Ganimede , quali giocavano a' Tali,
se bene egli stesso rammenta poi due pastori d ar-
mento presto saltare d’Achille talmente scaldatist
in questo giuoco, ch’erano per arnmazzarst co’ Ioro
bastoni, se Patroclo non correva a lpartirli colsau-
torità delle sue parole, e presenza onde non era
per verità , che presto a! Greci non st praticastero
i Tali da ogni Ibrte di gente. Anche in Roma erano
in uso di persone vililstme per testimonio di Mar-
ziale. Cicerone poi volendo avvilire un consesto di
Giudici sedotti a vendere la giustizia li paragonò ad
tin circolo de’ giuocatori de’ Tali. TSlon enim unquam
turp'wr 'm ludo talarìo conjejfus suit. Pure sappiamo
dalsaltra parte, che a questo giuoco furono molto
dediti Augusto , Giulia sua figlia , Claudio, ed

O 2 altri
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