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Maffei, Paolo Alessandro; Rossi, Domenico de [Editor]
Raccolta di statue antiche e moderne: data in luce sotto i gloriosi auspicj della ... Papa Clemente XI. — Rom, 1704 [Cicognara, 3523]

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https://doi.org/10.11588/diglit.3527#0015
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XI l
numero di quelle delle perlòne private , perchè alllmmagini de* Principi si
dovelìe aver maggior riipettoe, conlàcrate per lo più con religiolè ceri-
monie ma perchè avendone fatto diligente confronto colle medaglie, o
con qualche marmo di licura fede, m’è paruto di ravvilarvene o una tota-
le , o una vicina sìmilitudine. E forlè le avessimo tutte le loro medaglie,
potremmo favellarne con più certezza, in quella forma appunto, che ab-
biamo ravviato altrove nella statua equestre di Marco Aurelio, e in quel-
la di Commodo formata lòtto figura d'Èrcole, alle quali anno indubitata re-
lazione le medaglie loro portate dall’Erizo, da Antonio Agostini, e da al-
tri . Potrà per avventura lembrare Arano, che sieno fiate inlcritte alcu-
ne delle nostre statue con gli stessi nomi pubblicati , ed assegnati loro
dal volgo degli antiquari, e dal concetto d’uomini pregiudicati da, falle
cognizioni del vero, e che poi ne5 particolari ragionamenti io abbia prelà
volentieri l’occasione di partirmi , e slontanarmi dal comune errore; ma
avendo fatta lèria rissessione, che quell:5 opera lèrvir dovea principalmente
per i forestieri, ho stimato convenirmisi il proporle lòtto quelli stessi voca-
boli , co5 quali vengono denqminate da chi li prende la cura di farle al-
trui conolcere ; ma lalciando alla lettura di quelli fogli il recarne il disin-
ganno, ho procurato nello Hello tempo di lòaisfare alla verità lenza altrui
pregiudizio.
^ Spero finalmente , benigno Lettore , che tù abbi a compatire que-
lle mie povare latiche, e difenderle contro a que5 lividi cenlòri, i quali fa-
cilmente s’inducono a dilprezzare l’opere altrui, perchè lòrle non lànno
per pruova, quanto diffidi sia il favellare dell5 antiche colè, poco da noi
conolciute, e insieme recar diletto al delicato gusto degli eruditi. Potè, il
confèsiò, errare lsintelletto , e la mano, non però mai la volontà, la quale
è pronta a ritrattare, e correggere tutto ciò, che gli altrui vendichi, dotti,
e defìderati avvertimenti lapranno insirmarmi ellèr degno d’emenda.
 
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