Memorie della Regale Accademia Ercolanese di Archeologia — 1.1822

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divisi in due; credendo taluni di essi che debba leggersi
il sexs pt-' òè^decini, c taluni altri per sexaginla , nis-
suno bensì come realmente sta scritto, cioè sei, eh'è ap-
punto la nostra opinione. E siccome non meri gli uni, clic
gli altri grande ostacolo ritrovavano nel conciliar le leggi
di que' tempi, così diressero i principali loro sforzi a dissi-
par le pretese antinomie. Per altro strano sembrerà, come
sussista tuttavia quest' ostacolo , se abbracciar si voglia sia
Y una , sia l'altra delle indicate opinioni ; svanisce poi, se
la nostra seguir si voglia, cV è quella di doversi leggere,
come realmente sta scritto, cioè sei. Allor quando mi
fu addossata dall'Accademia la cura d'illustrare, in unio-
ne dell' allora mio collega, ed ora degnissimo Vescovo di
Caserta Monsignor D. Francesco Saverio Gualtieri , le
iscrizioni tutte esistenti nel Real Museo ; nacque in me
questa idea, e prescelsi, (per dare un saggio del metodo che
avremmo seguito in questo lavoro ) , giustamente questa
trovata sulla porta del Tempio d' Iside ; pure da disgra-
ziate vicende distratto, lungi fui dal desiderio d' opporla
a quella di tanti, valentuomini. Lo stesso avvenuto sa-
rebbe , se ora, che ;1 Tempio della mentovata .Dea illu-
strato va a veder la pubblica luce nel nono tomo delle
Antichità di Ercolano, un dovere preciso non mi spin-
gesse ad esporre le con ghie tture, le quali mi mossero ad
allontanarmi dal sentimento di tutti gli altri , i quali pe-
rò sembra, che attendansi i più ponderati ed esatti giu-
di zj su tali materie, ben a dritto da noi, che i depositar;
possiani chiamarci di questi preziosi monumenti dell'An-
tichità,
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