Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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UN VILLAGGIO SICULO PRESSO MATERA

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La cella è anch' essa quadrilatera, ad angoli smus-
sati, con volta irregolare leggermente depressa al centro.
Ha un'altezza di m. 1,52. In pianta si osserva, appena
dopo la soglia, un gradino alto m. 0,16, largo m. 0,25.
Il pavimento è incassato nel mezzo, lasciando intorno
una specie di banchina a guisa di funebre triclinio,
larga da m. 0,90 a m .0,85, alta appena m. 0,10. Negli
angoli del fondo si osservano due poggiuoli, lievemente
rialzati. La lunghezza massima della cella è di m. 2,45,

pieno di sassi e terra, e già negli strati superiori ap-
parvero alcune ossa e frammenti di una tazzina d'im-
pasto nero e d' altri vasi analoghi ; talché io disperai
per un momento di trovare almeno questa tomba in-
tatta, e di poter fare tutte le opportune osservazioni,
cui disgraziatamente le altre tombe non si prestavano
che in parte. Ma non si tardò a raggiungere lo strato
vergine. Alla profondità di m. 0,65 apparvero quattro
scheletri, in posizione accoccolata, con le braccia in-

Fig. 25.

1:50

la larghezza di m. 2,60 anteriormente e di m. 2,30 in
fondo. Un foro profondo ed irregolare nell' angolo nord-
ovest è anche dovuto senza dubbio a difetto della roccia.

Racconto ora brevemente le circostanze dello scavo,
poiché mi riserbo di analizzare la suppellettile recu-
perata in uno speciale capitolo.

Trovai il circolo di massi interrato fino a livello
delle pietre, che appena più si distinguevano dal piano
di campagna. Per 1' analogia delle altre tombe, si co-
minciò dal cercare il pozzetto verso il sud, ma si andò
oltre il centro senza trovarlo. Già i più pratici sca-
vatori si sgomentavano, e più non credevano doversi
trovare una sepoltura; ma, parendomi abbastanza si-
curo un rimbombo come di vuoto sottostante, diedi
ordine di non lasciare il posto fino a che tutta la su-
perficie della roccia nell' interno del circolo non fosse
messa a nudo. Così, proprio al momento di sospendere
il lavoro, sull' imbrunire del giorno 18 maggio, si rin-
venne la buca di questa tomba, il cui scavo costituisce
il più importante risultato delle mie ricerche.

Nella diligentissima vuotatura furono consumati i
due giorni seguenti. Si cominciò a trovare il pozzetto

crociate, e ciascuno sotto un grande sasso. Tre crani
aderivano alla parete nord del pozzetto, uno alla pa-
rete est. In questo strato furono trovati altri fram-
menti di vasi d' impasto nero, fra cui quelli della
ciotoletta in forma d' abbeveratoio d'uccelli, che si è
poi potuta ricostruire ed è appresso riprodotta (fig. 74).
Un quinto teschio (fig. 27 e 28) apparve verso il centro
del pozzetto, alla profondità di m. 0,95, ed accanto
un sesto, col rispettivo scheletro, mentre un settimo
cranio era sotto il quarto, alla profondità di m. 1,05,
ed un ottavo accanto. Presso questi scheletri fu recupe-
rata un' ansa, con frammenti della tazza cui apparte-
neva, poi ricostruita (fig. 76). Intanto presso il portello,
dove il terreno appariva più mosso, furono trovati fram-
menti di tazzine, e il fondo di un grosso vaso di cui
altri frammenti erano nell' interno della cella. Sotto il
quinto teschio comparve un boccaletto (fig. 71) intatto,
salvo qualche scheggiatura. Un nono teschio si trovò
poi nell'angolo nord-ovest a m. 0,95 di profondità, e
sotto, a m. 1,10, un decimo, sempre nella stessa po-
sizione e coperto da una pietra, con frammenti di vasi
ed una perlina di pasta vitrea (fig. 52) che si era con-
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