Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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IL VASO DI HAGHIA TRI ADA

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dente per l'epoca, cui spetta. Stilate e marcie di
guerrieri sono invero tra i temi più comuni del-
l'arte egizia e di quella degli altri popoli orientali,
e certo di là vennero in Grecia i modelli per rappre-
sentanze sì fatte; ma ivi invano cercheremmo quella
espressione di movimento e di vita, che troviamo nella
scena del vaso, che ha dato argomento al nostro di-
scorso, Questo ci presenta un naturalismo, che ben si
distingue dal convenzionalismo, direi quasi ieratico,
delle processioni e scene simili, che ci ha lasciato
l'arte orientale ('). Qui manca affatto quella andatura
rigida e impacciata e quella monotona e stucchevole
successione di figure, tutte uguali, come le imagini
moltiplicate da una combinazione di specchi. Anche
nelle opere d'arte della Grecia posteriori ai tempi
micenei si riproducono per lungo tempo i medesimi
difetti, e si deve discendere ben giù nel V secolo
a. C. per trovare delle opere, che gareggino e poi
vincano per gusto ed espressione del vero il basso-
rilievo, che ci sta ora dinanzi.

Il soggetto per sè stesso è tale da condurre for-
zatamente alla ripetizione e alla uniformità: tuttavia,
se si guardi bene, qui nessuna figura si può dire la
ripetizione esatta dell' altra, e nelle due coppie me-
diane del secondo drappello è variato anche lo schema
comune della posizione del busto con grande vantaggio
della naturalezza.

Manifesto è lo studio dell' artista d'introdurre va-
rietà nella composizione, e veramente si può dire che
vi sia riuscito per mezzo di quegli episodi animati,
di cui dicemmo, e che fanno sì bel contrasto con la
calma e la compostezza della marcia. Questi sono il
gruppo del prigioniero che si raccomanda e del sol-
dato che urla, e l'altro, ancora più notevole, dei mu-
sicanti, che interrompe opportunamente la fila dei
soldati e divide la scena in due parti equilibrate e
corrispondentisi, come la strofe e l'antistrofe d'una
composizione poetica.

Certo le figure singole sono ancora lungi dal-
l' essere perfette ; p. es. il naso troppo grosso, gli

(') Kappresentanze egiziane per es. Wilkinson-Birch, o. c.
I, p. 192 e Ltosellini, M. S., II, tav. CX, 4 e 5; assire, Perrut-Chipiez,
Hist. de Vart. II, p. 462, fig. 211 e tav. XII; fenicie, ibid.,
Ili, p. 779 seg., flgg. 548, 549. Tra le molte opere d'arte meno
antica (sia greca, sia dipendente da questa) vanno ricordate in
modo speciale la situla della Certosa e la situla di Pania (cfr.
per la seconda Bohlau, Ion. u. ital. Nekrop., p. 119, fig. 64).

orecchi espressi da un solo trattino diritto rilevato e
gli occhi bulbosi disegnati in prospetto sulle facce
messe di profilo alterano un poco la verità delle fat-
tezze; e così pure il petto eccessivamente magro e
stecchito assume un forzato schema triangolare a causa
di un restringimento dei fianchi, che è spinto fino
all' esagerazione.

Ma tutto ciò quasi si dimentica per lo spirito che
dà vita e sentimento a tutta la composizione, e per il
vigore dell' azione sì verace, che si direbbe che tutta
codesta gente veramente viva, si muova, canti.

Ecco un particolare molto fino e sentito. Tutti i
militi marciano composti e silenziosi colla bocca
chiusa: uno solo, quello che sta più vicino al sistro-
foro, apre la bocca; egli sente le grida che si fanno
proprio dietro le sue spalle, è preso da un impulso
spontaneo e irresistibile, e canta anche lui. Non è
questo un tocco di fina osservazione psicologica ?

Ma chi volesse insistere sulla esecuzione, osservi
come tutti i particolari del costume, delle armi e
del corpo umano sono espressi con cura minuziosa e
con una chiarezza, che è fin troppo spinta in certe cose,
come nelle costole e nelle pieghe della pelle, indicate
con tratti incisi, e nel rilievo esagerato delle labbra
dei musicanti. E nella modellatura del nudo è una
morbidezza, quale davvero non siamo soliti vedere
nelle opere arcaiche : qui non forme dure e stirate,
ma tondeggianti e plastiche con la dovuta accentua-
zione così dell' ossatura come dei muscoli. Tutto ciò,
senza dubbio, sarà stato facilitato all'artista dalla
materia, che è abbastanza tenera e che gli ha per-
messo un intaglio rilevato insieme su piani diversi,
dal rilievo bassissimo fino al prominente di quattro
o cinque millimetri; ma in ogni modo ci rivela, in-
sieme con una sicurezza tecnica straordinaria, intel-
ligenza vera dell' organismo umano e osservazione di-
retta della natura. A questo si deve la presentazione
in giusto profilo delle su ricordate figure di soldati,
che è come una variazione felice di uno schema dato,
ed a questo anche la diversa trattazione del corpo
del sistroforo, che è ben proporzionato e persino molle
nei fianchi e nella pancia ritondetta, sì da rammen-
tarci il realismo proprio di certe sculture egiziane (').

(') Cfr. p. es. la statua di Kaemke, presso L. von Sybel,
Weltgesch. d. Kunst2, p. 27; Perrot-Chipiez, c. c. I, p. 11,
fig. 7; e lo scriba assiso in Perrot-Chipiez, ib., p. G46, tav. X.
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