Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 20.1910

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LA NECROPOLI NEOLITICA DI MOLFETTA

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forse m. 0,05 è rotto da una parte. Spesso m. 0,05
apparteneva ad una tazza che aveva il diametro di
circa m. 0,15. Una linea nera girava intorno al collo,
ed una rossa, larga m. 0,007, attraversava obliqua-
mente il manico, il quale era dipinto in rosso anche
lateralmente nel suo spessore. La fig. 16, tav. V, è
il pezzo di un grande vaso, di forma probabilmente
cilindrica, con fascia color rosso mattone larga m. 0,02.
Spessore delle pareti m. 0,007. Argilla fine color giallo
roseo, Anche qui, come già vedemmo a Phaestos, nella
decorazione della ceramica neolitica prevalgono le grandi
fascio, ed è questo un altro punto fondamentale della
affinità loro. Un manico a nastro, del quale per bre-
vità non riproduco la figura, fu tutto colorato in rosso ;
esso è largo due centimetri, ed era applicato su di un
vaso di argilla fine colore giallo roseo. Il collo di
un'anfora col diametro di circa m. 0,12 ha una tinta
color roseo che si stende su tutta la superficie esterna.
Una grande coppa di forma globosa che avrà il dia-
metro di circa m. 0,20 di argilla fine, giallo rosea, fu
colorata con tinta color rosso cupo alla superficie
esterna ed interna. Di questa medesima coppa trovai
due frammenti. Il bordo è sottile, lo spessore delle
pareti di m. 0,006. Anche in questi grossi frammenti
può giudicarsi dallo spessore ineguale che giunge in
alcuni punti a mm. 8 e 9 che sono vasi fatti a mano.

Alcuni vasi furono dipinti all'esterno ed all'in-
terno con una tinta di rosso vivo, data dopo la cot-
tura, ed è poco aderente sulla superficie bene liscia
a stecca, così che si leva la pittura lavando o fre-
gando. Sono pezzi di grandi tazze globose sottili di
argilla rossa molto fine.

§ 3.

Stazione neolitica di Monteverde a Terlizzi.

La decorazione rossa con linee brune prende in
alcuni vasi un aspetto più artistico, come vedesi nella
fig. 17, tav. V.

E un frammento che trovai con don Samarelli a
Terlizzi, il quale dimostra che anche in quella loca-
lità lontana dal mare arrivavano i vasi fini. Tale
pezzo quasi rotondo del diametro di 7 ad 8 cm., è
il ventre di un vaso globoso che aveva 14 a 15 cm.
di diametro. Pareti spesse appena 2 mm. Terra gial-
lognola nella parte interna, all'esterno più rossa, pro-

babilmente per il calore cui fu soggetta nel cuocerla
Argilla molto fine come i pezzi precedenti.

Il disegno della decorazione è fatto con una fascia
che si piega ad angolo ottuso, larga m. 0,03 segnata
con una linea nera fine. Accanto vi è un'altra fascia
segnata allo stesso modo con una linea nera e dentro
si è data una tinta color rosso-mattone. Questo fram-
mento fu trovato a Terlizzi nel fondo Gargano (').

Un'altra bella decorazione a colori è questa della
figura 18, che trovai nel fondo Gallo col dottor
M. Gervasio. Vi sono due linee nere piegate ad an-
golo retto e due scorrono sul fondo del vaso. Una
fascia sbiadita color rosso trovasi a destra. Nella ce-
ramica neolitica non colorata abbiamo il medesimo
motivo delle linee ad angolo retto e dei quadrati
nella decorazione colla stecca. Per ciò è lecito am-
mettere che tale ceramica fine fosse fatta sul luogo,
perchè non sapremmo distinguere quella che fu impor-
tata dal mare e quella più rozza locale.

L'aver trovato questa ceramica a fascie rosse sul
fondo delle trincee, presso il terreno vergine, prova
che tali vasi colorati si conoscevano fino dall'epoca
che si fondarono le stazioni intorno a Molfetta.

Per conto mio sono inclinato a riconoscervi una
influenza della ceramica neolitica, la quale veniva dal-
l'Egeo. La forma delle fasce, il color rosso e la qua-
lità dell'argilla sono identici. Vi sono coppe di Phae-
stos con linee rosse, che si staccano dal bordo attac-
cato ad una fascia orizzontale che difficilmente si
possono riconoscere quando si mettano vicine a fram-
menti di vasi del primo periodo siculo e con questi
di Molfetta.

§ 4.

Ceramica neolitica trovala nella grotta Zhmdusa
presso Castro.

La ceramica colorata delle stazioni neolitiche in-
torno a Molfetta, conferma e ci fa meglio compren-
dere la ceramica identica che venne scavata dal pro-
fessor Paolo Stasi, nella punta estrema d'Italia al
capo Leuca, presso Castro, nella grotta Zinznlusa.

('ì II Mayer {Le stazioni preistoriche di Molfella, tavola
colorata, fig. 10) trovo nel campo Kpadaveccbia un frammento
con decorazione simile, la terra è di color bigio, il contorno
della figura quadrata è segnato con una linea rosso brinili, In
quale chiude un parallelogramma nero.
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