Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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DI UNA ANONIMA CITTÀ SICULO-GRECA

A MONTE S. MAURO PRESSO CALTAGIRONE

I,

SCHIZZO TOPOGRAFICO.

Il vertice montano dell'odierna Caltagirone forma
il punto di displuvio fra il versante ionico e quello
africano, il quale ultimo si apre nell'ampia vallata del
Maroglio, del Signore e del Dessueri, che uniti verso
la foce prendono il nome di fiume Gela. È un bacino
di 120 km. q. di superfìcie, alimentato da numerosi
rivoli, che scendono dai monti, aperti a ventaglio da
Bufera per M. Bubbonia fino alle vette caltagi-
ronesi (').

La fiancata orientale di questo bacino consta di
un sitema di alti colli digradanti, che vanno a mo-
rire nella marina di Terranova. Pochi km. a sud di
Caltagirone si appoggia e si apre in questi colli la
piccola conca di S. Mauro o S. Moro, larga un buon
km., aperta al sole di levante e di meriggio, e cinta
alle spalle da alture disposte a teatro, le quali la
proteggono efficacemente contro il rigore dei venti set-
tentrionali. Olivi, viti ed alberi da frutto allietano la
zona media e bassa di questa romita e tranquilla
conca cospersa di modeste casette rurali, e con una

(') Veggasi la ottima monografia edita dal Ministero di
Agricoltura, Carta idrografica d'Italia. Corsi d'acqua della
Sicilia (Roma 1909) colla grandiosa carta litologica annessa.

sola grande fattoria al centro, proprietà della nobile
famiglia Ventimiglia, che vi possiede vasti terreni,
mentre tutto il resto è frazionato fra minuscoli pro-
prietari.

Uno sguardo allo schizzo topografico (tav. I), ed
agli eccellenti panorami (tav. 1I-III) che allego, ci
dà una buona idea della struttura e della configura-
zione di questo sistema collinoso, costituito non da
solide e dure rocce, ma da sabbie plioceniche sciolte,
ed indurite qua e là in sottili panconi che si frat-
turano, uè offrono buon materiale litologico.

Si penetra nella conca di S. Mauro seguendo la
rotabile che viene da S. Maria di Gesù ed attraver-
sando la piccola gola denominata Portella, fra i colli
1 e 5. Mentre le scarpate dei cinque colli che for-
mano il teatro di S. Mauro scendono con dolci de-
clivi a mezzogiorno-levante, sul lato opposto i colli
3-5 precipitano per un saliente ripidissimo di alcune
centinaia di metri nella sottostante profonda vallata
del Signore. Ai singoli colli ho dato un numero con-
venzionale, non possedendo essi una speciale deno-
minazione.

Il piccolo colle 1-2 raggiunge la massima altezza
di m. 550, e sulla sua breve testa spianata, che finisce
in una angusta lingua sorse nell'epoca greca arcaica
un santuario modesto. Di guisa che volendo battez-
zare col nome di Acropoli il colle 3, a questo con-
viene l'epiteto di colle sacro. Angusto, quasi normale
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