Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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È disadorna.

Alt. totale, m. 1,09; alt. della parte fuori del
terreno, m. 0,79; largii., m. 0,48.

Zannoni, Certosa, tav. XXVII, 14, p. 97.

Questa stele fu rinvenuta nel sepolcro n. 55, che
conteneva anche una kelebe a figure rosse.

N. 167. Stele tondeggiante.
È inscritto su di un lato di questa stele un cerchio
profondamente inciso.

Alt., m. 1,10; largh. massima, m., 0,58.

Zannoni, Certosa, tav. XXXVII, 1, p. 163. — Mon-
telius, voi. 1, tav. 101, 5.

Questa stele appartiene al sepolcro n. 73. Il con-
tenuto del sepolcro è pubblicato alla tav. XXXVII
dell'opera di Zannoni, ed è il seguente:
Ceramica:

1. Oinochoe a vernice nera.

2. Ciotola di argilla rossa.

3. Vasettino di argilla bruna.

Oro:

1. Due orecchini a testa leonina.

Argento:
1. Due grandi fibule.

Bronzo:

1. Specchio senza figurazioni.

2. Sommità di candelabro a tre braccia.

N. 168. Stele ovoidale.

Il lato A (tav. IV) ha una cornice a spirali ad onda
dirette verso l'alto. In basso, a ciascun inizio delle
spirali, in alto, in mezzo, è una foglia di edera.

Tre sono le zone figurate, con tre listelli, che hanno
per adornamento, limitato da orli, dei triangoli trat-
teggiati.

La zona inferiore ha il gruppo di due combat-
tenti: un pedone e un cavaliere. Il pedone, a si-
nistra, nudo nel corpo e nella testa, tiene, a difesa
del torso, con la sinistra, uno scudo oblungo, nella
destra abbassata ha una corta spada diretta contro
l'avversario. Questi, col cavallo caracollante, indossa
la corazza, tiene la sinistra sulla cervice del cavallo

ed alza la destra armata di spada per vibrare un
colpo. La spada del cavaliere invade un po' il campo
del listello superiore. Il cavallo ha attorno al collo
una larga fascia.

La zona intermedia ha la biga del defunto in
corsa verso sinistra. Precede la biga, correndo, un dè-
mone alato, nudo ed imberbe, che si rivolge con la
faccia e con le braccia verso il defunto. 1 cavalli
sono alati, e posti prospetticamente in modo che il
cavallo posto nel secondo piano prospettico sopravvanza
il suo compagno della parte anteriore del corpo. Vi-
sibili attorno alle cervici equine sono le larghe briglie
tenute nella maDO sinistra distesa dell'auriga.

Questi sta in piedi sul carro; è ammantato, im-
berbe ed è espresso di schiena, la quale è lasciata
nuda; tiene la mano destra al fianco. Il carro ha
ruote di otto raggi ; la sua cassa, quadrangolare, è
percorsa da lineette a reticolato ; il parapetto è a
linea curva.

L'ultima zona di questo lato ha un serpente che
morde sul dorso un ippocampo a lui affrontato. Il ser-
pente è a sinistra; a destra è l'ippocampo.

Il lato B (fìg. 58) ha una cornice a spirali ad onda
dirette verso l'alto con le due foglie iniziali in basso
ed una palmetta in alto.

Tre sono le zone : la mediana assai grande in con-
fronto delle altre due molto strette. La zona inferiore
ha due palmette, ciascuna di nove foglie, situate fra
tre fiori, ciascuno dei quali ha tre petali.

Un listello tratteggiato e con orlature separa questa
zona dalla mediana. Qui è rappresentata una nuda
ed imberbe figura di dèmone alato posto a destra, di
profilo verso sinistra, e poggiante sulla gamba destra.
La gamba sinistra è di scarico e posta all' indietro ;
il braccio sinistro, piegato al fianco, tiene un mantel-
letto;la mano destra stringe la mano di un perso-
naggio, cioè del defunto che sta di fronte. Il defunto,
sbarbato, è avvolto in un mantello, da cui esce nuda
la parte destra del petto col braccio teso per porre
la mano nella mano del dèmone.

Più a sinistra è un altare, la cui intera rappresen-
tazione è tagliata dalla cornice. L'ara ha una base
larga in basso e con listello : è tonda e più larga in
cima ove è limitata da una stretta cimasa finiente
in non accentuata voluta. Sull'ara è deposto un ca-
nestro alto e manicato.
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