Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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RUDERI DI TERME ROMANE TROVATI A BA.IA

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Il pavimento a mosaico bianco e nero, presenta un
grazioso disegno geometrico a greca intrecciata, inter-
rotta ogni tanto da riquadri che contengono un rombo
nero in campo bianco, e, nello stato di rovina in cui
purtroppo si trova, sono visibili dei maggiori rettangoli
limitati da una treccia.

Questa decorazione, come Fon. Strigari mi ha assi-
curato, circondava un quadro centrale, che fu tolto
in altri tempi, e del quale non m'è stato possibile avere
più precise notizie.

rivolta a S-0 è costituita di opus reticulatum su
base di fabbrica incerta e l'altra, a N-E, spesso diruta,
egualmente di opera incerta. Dal lato opposto, nella
stessa linea del terrapieno e alla breve distanza di pochi
metri, si estende una galleria con volta a botte, lunga
14 metri e larga 2,50, colle pareti ricoperte da incro-
stazione calcarea, che certo doveva servire come de-
posito d'acqua e forse comunicare con due vasche che
ora ne distano m. 18,40. Una assai ben conservata,
di m. 3,25 X 2,50, rivestita di massetto di calcestruzzo,

Fio. 10.

Di fronte alle nicchie si elevano ora sette pilastrini
che conducono ad una scala dalla quale si scendeva nel
giardino sottostante, e questi molto probabilmente ri-
petono qualche cosa di simile che esisteva in antico e
rispondono al carattere che aveva l'ambiente, specie
di ninfeo aperto dinanzi alla vista del golfo, luogo
di riposo tra il mare e la soprastante collina (pianta III).

Questo grazioso recesso e più ancora la vista di
lunghe mura che correvano per lungo tratto sulla vetta
della altura, invitavano alla salita, che imprendemmo
con animo lieto, mentre ad ogni passo l'occhio spaziava
su un più vasto orizzonte.

' Giunti sulla vetta, alla altezza di m. 200, si presentò
da un lato un terrapieno rilevato largo m. 6,50 per m. 107
di lunghezza, che ricorre longitudinalmente da S-0 a
N-E, incassato fra due tese di muro, delle quali quella

è completamente allo scoperto e presenta l'inizio della
volta a piattabanda.

Un primo saggio di scavo, fatto a pie del muro che
limita il terrapieno dalla parte di occidente, non dette
alcun risultato.

La esplorazione allora si portò alla estremità opposta,
vicino alla vasca scoperta (pianta IV, a), a circa 60 cm.
sopra il livello superiore di essa, su una zona rilevata
del terreno, seguendo le tracce di un'opera laterizia
emergente dal coltivato. E si potè sgombrare un'area
di metri 22,50 X 11, in cui apparvero resti di una im-
portante costruzione antica, posta in linea perpendico-
lare sopra la veranda prima descritta, come appare dalla
fig. 9, che in mancanza di una pianta generale, impos-
sibile a ottenersi per le grandi differenze di livello, dà
l'ubicazione esatta dei vari ruderi rinvenuti sulla collina.
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