Serlio, Sebastiano
Il Terzo Libro Di Sabastiano Serlio Bolognese, Nel Qval Si Figvrano, E Descrivono Le Antiqvita Di Roma, E Le Altre Che Sono In Italia, E Fvori De Italia — Venetia, 1544

Page: 5
DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/serlio1544/0005
License: Public Domain Mark Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
LIBRO TERZO*

V


DE LE ANTIQ-VITA. CAP. ì 11 I.
I5 R a gliantichi edifici, che siueggono in Romasisiimo che’l Pantheon per un corpo silosia
Iss^ueramenfe il piu bello , il piu integro, & il meglio intesi : E? è tanto piu marauiglioso de glial?
'siltri ) ciMni0 c^e battendo egli molti membri , cosi ben tutti corriss ondano al corpo , che qualunque
'persina vedendo tal corriss onderii a ne riman satissatto i e quejlo auiene , che quel prudente
Architetto, che nesu inventore ,sece elettione de la piu perfetta forma,cioè de la rotondità , ondeuolgarmen',
te sili dice la rotondai perciochene la parte interiore tanto e l’altitudine sua , quanto la sua largherà : e sorsè
il prefato Architetto consederando, che tutte le cose , cheprocedono ordinatamente , hanno unprincipale e
sol capo , dal quale dipendono glialtri inseriori (uÒlsie che quesio edisicio hauesie un lume solo , ma ne la parte
juperioret acciocheper tutti i luoghi sipotesie ugualmente dilatare, come in effetto fi uede che fa t perche ole,
tra le altre cose , che hanno il suo perfetto lume, le seirypeUe, le quali per esiere ne lagrosie^a del muro de',
ueriano essere tenebrose-, hanno nondimeno il suo lume conveniente per vigore di alcune finesire Jopra le dette
capelle , che gli porgono il lume fecondo , tolto da l’apertura di sopra , si che non ci è cosa per minima ebesia ,
che non habbia la sua parte del lume + E non sidamente le cose de l’edificio materiali e siabili hanno una gratta
mirabile ì ma ale persine che si uegono quiui dentro , anchora che haitiano mediocre assetto e preferita j sie
gli accresie un non si che di grandetta , e di uenusia t^r il tutto nasie dal lume celesie , che da cosa alcuna
non è impedito, e ciò non e fatto serina gran giti dicio sperche esiendo quesio tempio anticamente siato dedica',
to a tutti li Dei, onde ci entraueniuano molte fìatue , del che ne fan fide esiuersi tabernacoli, nicchi, esine',
ssrelle 5 bisionaua che tutte hauessero la loro accommodata luce '+ E pero quegl, che si dilettano di tenere ditterà
si siatue, & altre effe di rilfitìo , deùeriano hauere una sianca silmile, chericeuesie il lume di siopra tpercioche
non accaderia mai andar mehricando il lume a le cosie, ma in qualunque luogo fufierogssfy dimosirariano la sua
perfezione ♦ Sarebbe anchora molto al propositoper le pitture-, pur che sujjero siate dipinte a tal lume 5 il che
suol fare la maggior parte de igiudiciosi Pittori, che mentre uoglion dare gran fionda erilieuo a le figure 5 pi',
gitano il lume da altor ma le pitture fatte in colai maniera uogliono esiere guardate da huomini intendenti , che
altramente dove fiusi ero degne di lode 5 suriano biasimate, perche le ombre oseure offendono quegli, che non in',
tendon l’arte t benché le pitture del gran Titiano srano pur fatte a che lume si uoglia-, hanno nondimeno tanta
dolce^a, e son cosi ben colorite -, che siatissano a tutte le persine , hannograndisiimo rilievo + Hòr^er tor',
vare al mio primo ragionamento dico , che essondo il Pantheon secondo ilgiudicio mio lameglio intesa Archi',
lettura di tutte V altre ch’io ho uedute , e che si veggono 5 mi e parsi metterlo nel principio, e per capo di tutti
■ gfialtri edificifi'e mafiimamente esiendo tempio siero , e dedicato al culto diuinoper Bonifacio Pontefice + Il
sondato^ quesio tempio per quanto mette Plinio inpiu di un luogho , fu Marco Agrippa, adimpiendoperò
la volontà di Augujlo Cesare , che interrotto dala morte non lopuotefare, e fu quesio tempio edisicato circa
j al’anno di Chrisio quartodecimo , che viene a esieregli anni del mondo cinque milia e ducerio etre in circa,
nel detto tempio (come serine Plinio) li capitelli erano di rame, il detto serine che Diogene sinitore Ateniesi
fece le Candide ne le colonne molto approbate , e che le siatueposie sipra il frontessicio erano molto lodate
benché perl’^teaga del luogo nonfusiero celebrate ♦ Quesio tempio su percosio da li fulmini, e si abbrusiiò
circa l’anno duodecimo di Traiano Imperatore , che uiene ad esiere l’anno di Chrisio cento e tredeci, e del
mondo cinque tritila e trecento e undici : e Lucio Settimioseuero , e Marco Aorelio Antonino lo risiororono
con tutti li suoi ornamenticome appare f ritto ne Varchitraue del frontessicio , li quali ornamenti sigo ere',
dere che fusiero satti tutti di nuouo, percioche le Cariatide ne le colonne che fece il sopradetto Diogene douea',
no silare inoltro modo, ma ueramente lo Architetto cheli ordino fu molto giudiciosi e risiutato rgiudiciosi
perche seppe accompagnare li membri molto bene , e fargli corissondere a tutto il corpo , e non uolse confina
dere le opere con molti intagli, magli seppe compartire con gran giudicio , come al suo luogo ritratterò dissu',
sornente : su riseruato , che uolse 0si eruar e l’ordine Corinthio in tutta l’opera , ne ci uolse mescolare altro ordi',
ne, esino cosi bene osieruate le misure in tutti li membri -, quanto in altro edisicio io habbia Ueduto e mistirato z
e ueramente quesio tempio sipo dire che sia uno essempio di Architettura♦ Ma lasiando da banda quesie nar',
rationi , le qualipoco importano a i Architetto -, uerrò a le particular misure di tutte le cose ♦ E per procedere
ordinatamente in quesie antiquità-, La prima cosa sarà lalcnographia , cioelapianta + La seconda sarò
V Qrtographia, che è il diritto , altri lo dicono ilprofilo ♦ La ter%a cosa sira la Sciografia , cioè la fronti
B
loading ...