Vignola; Spampani, Giovanni Battista [Editor]; Antonini, Carlo [Editor]; Bianchi, Giuseppe [Editor]
I cinque ordini di architettura civile — Rom, 1861

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VITA

M. GIACOMO BAROZZI DA VIGNOLA

ARCHITETTO E PROSPETTICO ECCELLENTISSIMO

SCRITTA

DAL lì. P. M. IGNAZIO DANTI

DELL' ORDINE DE' PREDICATORI

c

oloro che sono ascesi a quei gradi di eccellenza, che la scala degli onori di
questo mondo si ha in ogni maniera di Virtù e di scienza prescritti per supremi,
quasi sempre vi sono stati guidali dalla natura per asprissime e faticosissime strade.
E questo fa ella per avventura per mostrare a quelli che sono nati negli agi e
nutriti nelle delizie, clic altri che la virtù non ha parte alcuna in sublimare al-
trui a cosiffatti gradi, e che difficilissimo e quasi impossibile sia il potervi altra-
mente arrivare. Di che se ne sono in ogni tempo veduti infiniti esempi, tra i
quali al presente è rarissimo questo del Barozzi ; imperciocché avendosi ella pro-
posto di sublimarlo ai primi gradi di eccellenza della nobilissima arte dell' Archi-
tettura e della Prospettiva, ridusse Clemente suo padre a sì estrema necessità,
che gli convenne per le discordie civili abbandonare Milano sua patria, dove egli
era nato di assai nobile famiglia, ed eleggere per sua stanza Vignola, terra, che
per esser capo del Marchesato, è però convenevolmente nobile e di civili abitatori
ripiena. Dove nel 1507 il d'i primo di ottobre gli nacque Giacomo suo primo fi-
gliuolo di madre tedesca figlia di un principal condottiere di fanterie. E perchè
in quell' esilio dalla patria non pareva che potesse aver luogo tanta felicità, che
Clemente lo vedesse indirizzato come desiderava, appena vidcle gli anni della in-
fanzia di lui, che passò di questa a miglior vita.

Rimasto Giacomo senza padre e fuori della patria, avendo in quella tenera
età l'animo ardentissimo alla virtù, si trasferi subito a Bologna per attendere
alla Pittura. Ma accorgendosi poi di non fare in essa molto prolìtio, così per non
aver quella buona istituzione che a così difficile arte fa di mestieri, come anco
per aver occupato quasi lutto il tempo nel disegno delle linee , dove maggior-
mente si sentiva inclinalo, si voltò quasi del tulio agli sludi dell'Architettura e
della Prospettiva , nella quale senza veruno indirizzo riuscì da se stesso di tanta
eccellenza, che colla vivacità dell' ingegno suo ritrovò bellissime e facilissime re-
gole che ora vengono in luce. Colle quali si può con molta facilità, e con usarvi
pochissima o niente di praltica , ridurre in disegno qualsivoglia difficile cosa , in-
venzione nel vero degna dell' ingegno suo , e alla quale nessuno arrivò mai col
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