Vignola; Spampani, Giovanni Battista [Editor]; Antonini, Carlo [Editor]; Bianchi, Giuseppe [Editor]
I cinque ordini di architettura civile — Rom, 1861

Page: 99
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CAPO VII.

DELL' ORDINE COMPOSTO

Non facendosi da Vitruvio alcuna menzione dell' Ordine Composto, è da cre-
dersi che la sua invenzione sia stata a lui posteriore. E sebbene da ciò che ap-
parisce nel libro quarto, capo primo dei suoi scritti, possa congetturarsi che an-
che ai suoi tempi qualche imperfetto indizio ne fosse emerso, sembra certo che
si era lontani assai dall'immaginare quel complesso che diede luogo in seguito
all' Ordine intiero, ancorché nei capitelli, in luogo delle volute «Foniche, si fossero
introdotti dei capricciosi ornamenti relativi alle divinità titolari dei tempj. Così si
videro dei cornucopi in un tempio di Cerere, delle Aquile in un tempio di Giove,
e dei tridenti in un tempio di Nettuno. Ciò che v' ha di più vero è, che i Ro-
mani furono i primi inventori di quest' Ordine, prendendo una parte dallo Jonico
e una parte dal Corintio, e componendone un Ordine, che fu impiegato nell'arco
trionfale di Tito esistente tuttora nel Foro romano, con nobilissimo esempio. Le
sue proporzioni esaltamente esaminate, ed espresse nella tavola che si produrrà
degli esempi di quest' Ordine, hanno fornito il modo di comporre quello che sarà
posto in supplemento a Vitruvio. Adoprarono i Romani l'Ordine Composto in tempj,
terme, ed archi trionfali , rare volte insieme cogli altri ordini, e fra i moderni
il solo Scamozzi ne ha fatto uso, ponendolo bensì sotto il corintio, che è il più
perfetto.
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