Vignola; Spampani, Giovanni Battista [Editor]; Antonini, Carlo [Editor]; Bianchi, Giuseppe [Editor]
I cinque ordini di architettura civile — Rom, 1861

Page: 82
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S E II L I O

Neil' Ordine Jonico si è allontanato da Vitruvio più che negli altri Ordini
togliendovi alcune cose, ed altre aggiungendovi di propria invenzione, il che con
cgni diligenza si riporta. Al piedistallo assegna le tre parti, basamento, dado e
cimasa, dandogli di altezza poco più della terza parte della colonna, compresavi
la base e il capitello. Dà al fusto della Colonna sette diametri di altezza, e di
diminuzione la sesta parte, regolandola in ragione dell' altezza. Vuole il capitello
quasi simile a quello di Vitruvio, la cui voluta però e il modo di farla è molto
dagli altri diversa, e secondo lui, deve farsi nel modo seguente.

Formalo il cateto che passa pel centro dell'occhio, dividasi in otto parti dal-
l'abaco in giù, una delle quali sia l'occhio della voluta, quattro rimangano so-
pra F occhio, e tre sotto quella parte che dall' occhio rimane compresa. Si di-
vida quindi il cateto in. sei punti che dai numeri sono contrasegnati. Al primo
punto si ponga il numero 1., al sesto il 2. al secondo il 3. al quinto il 4. al
terzo il 5. e al quarto il 6.; indi fermata la punta del compasso al numero 1.
e P altra alla estremità dell'orlo della voluta fino al cateto girandosi, formisi mezzo
cerchio; e così per tutti i numeri proseguendo fino al 2. e 6. ebe deve termi-
nare nell' occhio della voluta. Ma nel modo voluto dal Serlio la voluta non riesce
molto rotonda, né uniforme a quella che da Vitruvio sembra essere intesa. Del
resto non si allontana Serlio gran cosa da Vitruvio nell'architrave e nel fregio,
ma differisce nelle proporzioni. Tutta l'altezza della trabeazione corrisponde alla
quarta parte della colonna, compresavi al solito la base e il capitello. L' altezza
poi dell' Ordine intiero, secondo il ragguaglio stabilito, si forma da dodici moduli
e quarantacinque parti fig. 3. lett. C,

SCAMOZZI

Neil' Ordine Jonico assegna al piedistallo l'altezza di due diametri e mezzo
della colonna, compresavi la base e il capitello, quale piedistallo viene diviso in
tre parti secondo il consueto, cioè cimasa, dado e zoccolo. La base della colonna
deve essere attica con un tondino sopra il toro superiore, come vuole il Palladio.
Prescrive al fusto poco meno di otto diametri di altezza e la diminuzione della
sesta parte della di lei grossezza. Molto si è allontanato dagli altri nel capitello,
che parte è preso dall' antico, parte da Vitruvio, e nel rimanente composto di sua
invenzione somiglia molto a quello che dal Palladio e dal Desgodetz viene chia-
mato capitello angolare nella descrizione che essi fanno del tempio della Fortuna
Virile. L'altezza della trabeazione intiera è la quinta parte della colonna com-
presa la base e il capitello ; e 1' altezza di tutto I" Ordine, secondo il ragguaglio
più volte ripetuto, si eleva a moduli tredici fig. 4. lett. D.

BAROZZI

Non si ripete la spiegazione di quest'ordine essendosene già completamente
trattato nelle rispettive tavole, e poco differendo esso dagli altri. Si aggiunge sol-
tanto che l'altezza dell'architrave fregio e cornice è la quarta parte della colonna,
compresa la base e il capitello e che 1' elevazione dell' Ordine intiero secondo il
ragguaglio, ascende a quattordici moduli e a quindici parti fig. 5. lett. E.
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