Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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di forma circolare, su cui vennero costruiti edifici ro-
mani e medioevali. <

In questi tre ultimi, che hanno più stretto rap-
porto col nostro tema, si fecero anche alcune esplo-
razioni delle quali qui appresso si dirà (').

4.

Ciò che nei luoghi sopra indicati avevamo potuto
osservare ci offriva elementi ottimi, sia per rimettere

a luce alcune parti nelle antiche costruzioni di Monte
s. Angelo, le quali fossero rimaste ancora sepolte, sia

(') Benché nostro proposito, come è stato detto in princi-
pio (p. 32), sia quello di tenerci alla sola esposizione dei dati
di fatto, trattando delle scoperte nel territorio falisco, pure non
possiamo qui non ricordare la somiglianza che corre tra questi
nostri antichissimi luoghi abitati, ed i così detti Gastellieri del-
l' Istria. Furono primieramente riconosciuti dal dott. Kandler,
che ne scoprì gran numero, e li ritenne campi romani. Ma
nuovi studi e nuove ricerche dimostrarono che essi furono centri
di abitazioni in età primitiva. Ne scrisse il sig. E. P. Burton,
vice-presidente della Società Antropologica di Londra, e console
di S. M. Britannica in Trieste, ed il suo opuscolo {Notes on
the Castellieri or prehistoric ruins of the Istrian peninsula)
fu tradotto in italiano dalla signora Nicolini-Gravisi Madonizza
col titolo : Note sopra i Castellieri o rovine preistoriche della

per riconoscere la destinazione originaria di altre, che
assai mutile ci si presentavano.

Per tal modo, a somiglianza di quanto si osserva
sull'alto del Cimino e sul colle di Turona (fig. 7, 8),
era per noi agevole il dedurre che la platea artificiale
sulla cima di Monte s. Angelo si fosse compiuta con
l'argine o rialto sul ciglio della scarpata, come vedesi
indicato nella figura seguente (fig. 9).

In essa la linea piena ci rappresenta la sezione
trasversale del monte, quale doveva essere prima delle

opere manuali, e la linea punteggiata lo adattamento
degli argini coi relativi tagli.

penisola istriana del capitano R. F. Burton. Capodistria 1877.
Altre costruzioni simili, parimenti sedi di gente antichissima,
si scoprirono a Sabunar presso Serajevo, nella Bosnia, e nell'al-
tipiano di Glasinac. Alcune di quest'ultimo sito hanno talmente
comuni coi nostri recinti la forma e la struttura, che a vedere la
loro pianta e la loro sezione, sembra di vedere la rappresentazione
d' una delle località nostre. Per i maggiori particolari intorno
a ciò, rimandiamo alle p. 39, 67, 69 sq. del volume edito dal
dott. Moriz Hoernes, del quale avemmo conoscenza mentre questo
nostro lavoro era in corso di stampa. E intitolato: Wissen-
schaftliche Miltheilungen aus Bosnien und Herzegovina, he-
rausgegeben vom Bosnisch-Hersegovinischen Landcs Muscum
in Serajevo. Wien 1893.

WjP Stato primitivo

Fig. 9.

1 : 750

M" S Angelo

Fig. 10.

1 : 10000
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