Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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Due appaiono essere state di grandi case (fig. 19,
lett. a, b). Sono rivolte al ciglio del poggio, e pare aves-
sero occupata l'area fino a questo ciglio.

Le altre sono piccolissime, e formate di un solo
ambiente. Forse saranno state simili alle case dell'alto ;
ma è caduto lo spazio in cui avrebbe dovuto aprirsi
la buca del focolare.

Fig. 1!'. 1:1500

Nell'alto di questo ripiano si trovarono i resti di
una casa romana, come è indicato da un pozzo fru-
mentario che vi riconoscemmo (fig. 19, lett. c).

Avendoci gli scavi dimostrato che le pareti di
queste case si costruirono a massi squadrati, ab-
biamo un rapporto manifesto tra queste costruzioni
ed il recinto ad opera quadrata dell'altura soprastante.
Forse entro questo nuovo recinto a massi squa-
drati presero stanza alcune famiglie salite dal basso
della valle, quando cominciarono laggiù i lavori di boni-
fica, e si costruirono i muri ad opera quadrata, e quando
si manifestò il nuovo rito dei seppellimenti a fossa.
Ciò è assai più verosimile che il suppore doversi in

queste nuove costruzioni riconoscere le opere degli
ultimi discendenti delle famiglie primitive stabilite
sul monte, i quali, mantenendo le antiche sedi, avreb-
bero modificato il loro costume in mezzo al nuovo vi-
vere civile che da per tutto si diffondeva. Perocché,
se così fosse stato, avremmo ritrovato altri indizi del
tempo intermedio tra le tombe a pozzo dell'ultimo pe-
riodo Villanova, nel quale il colle dovè essere abban-
donato, e l'età in cui non solo queste opere quadrate
si cominciarono a costruire, ma furono importati fra noi
i vasi corinzi i quali furono trovati nella tomba di
Monte s. Angelo, e che per rispetto al tempo bene si
accordano con queste precinzioni e con queste dimore
di carattere meno antico.

Tuttavolta, per la nuova vita, che traeva la maggior
forza dalla bonifica e dalla coltivazione dei campi,
le condizioni del suolo, su quelle alture, non erano le
più adatte ; per la qual cosa le famiglie che erano già
diminuite di numero quando il recinto quadrato fu
costruito, ebbero una limitata espansione sugli ultimi
lembi delle pendici, verso il lago di Martignano, ove
queste nuove case si costruirono, e poscia il luogo fu
totalmente abbandonato, essendosi costituiti i nuovi e
grandi centri di Narce e di Falerii, e massime quest'ul-
timo, dove da molti altri pagi e vici la gente, lasciate
le vecchie sedi, si venne raccogliendo.

In mezzo alle opere quadrate sull'alto di Monte
s. Angelo, e nelle aree occupate dalle nuove case, non
si trovò oggetto o frammento alcuno che ci riportasse
ad un'età inferiore al principio del VII secolo. Il luogo
meno antico che vi fu esplorato è una tomba a camera,
con vasi corinzi, alla quale più volte abbiamo accennato.

8.

Con queste case non abbiamo però i segni delle
vicende ultime del luogo.

Un gruppo di famiglie sul finire della repubblica
venne a prendere stanza ai piedi della collina dal se-
condo recinto, presso i primi fondi di capanna dei
quali abbiam detto, e vi si mantenne fino al primo
secolo dell'impero.

Fu un piccolo numero di gente rurale, che vi co-
struì un pago, composto di poche abitazioni, delle quali
fanno fede le tegole sparse ed i laterizi, e qualche raro
avanzo di fondamenti.
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