Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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La colonna, vuota nell'interno, conteneva un vaso
con ossa combuste. Il sepolcreto, come è facile ad
immaginare, fu devastato completamente; cioè aspor-
tata e spezzata la colonna, il cinerario estratto a pezzi,
e questi disseminati e travolti con la terra rimossa.
A questa prima scoperta, sempre nell'alto e nel
piccolo ripiano di questo poggio, seguì il rinvenimento
di altre tombe.

Essendoci recati sul luogo, e con incarico di racco-
gliere i dati di fatto intorno a ciò che era stato rin-
venuto, e di studiare ancora con qualche saggio di scavo

la necropoli e la topografia, trovammo del primo se-
polcro ancora aperta la fossa, e riuscimmo a rintrac-
ciare una buona parte della colonna di tufo.

Tomba I.

Coi segni del lavoro che questa parte di colonna
presentava, e con le indicazioni forniteci dai contadini
che fecero le scoperte, mettemmo insieme gli elementi
necessari per reintegrare il sepolcro, che doveva essere
disposto come qui appresso è disegnato (fig. 21).

La fossa era costituita da un incavo di forma pa-
rallelepipeda, avente una base quadrata di m. 1,50
di lato, ed una profondità di m. 1,30, misurata dalla
superficie del terreno vegetale, e di m. 1,10 dalla su-

perficie della roccia vulcanica, dove appunto in origine
era nascosto il sepolcro.

La colonna, come si desume dalla parte conser-
vata, aveva forma cilindrica, accennando però ad una
leggiera ed irregolare conicità verso la parte superiore.
A m. 0,15 dall'orlo aveva tutto in giro un battente
di un centimetro e mezzo, in modo che risultava cir-
cuita da una fascia rientrante, la quale riduceva la
colonna a m. 0,50 di diametro nella base superiore.
Questa era sopra rozzamente appianata, e componevasi,
per quanto si rileva dei frammenti rimasti, di due

semicilindri riuniti, su di un piano verticale, che se-
zionava la medesima sulla linea del diametro. Cia-
scuno dei due semicilindri era incavato a guisa di
nicchia, in modo che chiudendoli fra loro stessi nel-
l'interno costituivasi un vano cilindrico con volta emi-
sferica.

Dentro questo vuoto, secondo che ci fu affermato
dalle persone presenti alla scoperta, si rinvenne un vaso
chiuso da ciotola, contenente le ossa cremate ; inoltre
qualche oggetto di bronzo, di cui fu vana ogni ricerca.
Quivi attorno raccogliemmo alcuni frammenti, che po-
tevano spettare al cinerario accennato. Erano pochi;
ma anche da qualche segno della decorazione facevano
riconoscere che riproducevano il cinerario del noto tipo
Villano va.
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