Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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Gli ornati a graffito o ad impressioni di cordi-
celle e talvolta di dischetti, i quali sono pure propri
di quest'arte, furono praticati prima della cottura e
siili' argilla sufficientemente molle.

A rendere il recipiente impermeabile vi fu di-
steso subito dopo la cottura uno strato leggero di cera
e resina, per lo più senza miscela di colore alcuno,
in modo che il fondo nerastro del vaso acquistasse
la lucentezza. Sovente anche per questo strato di co-
pertura fu aggiunto il carbone triturato od il nero-
fumo, come si dimostra dal colore rossastro nel mezzo
della parete del fìttile, colore che tutto il vaso acquistò
nella cottura, e rimase mascherato superficialmente
dallo strato nerastro che vi fu disteso.

2. La seconda classe è del vasellame ad impasto
artificiale, a copertura rossastra o del colore del rame.
Diiferisce dalla prima solo pel fatto che nella com-
posizione della materia non entrò elemento alcuno di
nero o di carbone, ma entrarono sostanze per lo più
vulcaniche, durissime, che con difficoltà restano intac-
cate dalla punta del ferro. Sulla superfìcie del vaso
o del recipiente, subito dopo la cottura, venne disteso
ad encausto uno strato di cera e resina, mescolato con
ossido di ferro, e rifinito con pulimento a stecca, per
cui il recipiente acquistò il colore o la lucentezza dei
recipienti di rame.

Costituisce una varietà di questa classe il vasel-
lame simile in tutto al precedente, e lavorato in tutto
col medesimo procedimento tecnico, salvo la differenza
che sulla superficie del vaso di colore rosso ramigno,
e levigata a stecca, furono apposti ornati geometrici
a pennellate di creta bianca o di calce. Qualche volta
questa creta bianca venne a cadere, o ne rimasero le
tracce negli spazi, ove per l'applicazione di essa sullo
strato di copertura del fittile, venne a mancare la
lucentezza.

3. La terza classe ò del vasellame simile al pre-
cedente ed ottenuto coi medesimi procedimenti tecnici,
salvo la differenza che il fìttile, invece di essere ri-
coperto da una incamiciatura rossastra, applicata ad
encausto, fu rivestito, subito dopo la cottura, con uno
strato biancastro, formato talora di creta bianca me-

scolata con cera. Sopra questa rivestitura furono ap-
plicati dei disegni geometrici a coloro rosso, ottenuto
con ossido di ferro.

4. La classe quarta, che segna la differenza so-
stanziale tra l'arte vecchia e la nuova, e determina il
vero progresso dell'industria, comprende i fìttili delle
officine dell'arcipelago greco, il cui impasto non è di
vari elementi, ma è di sola argilla figulina, depurata,
e senza mescolanza alcuna di detriti vulcanici di quarzo
o di mica. Questi fìttili furono lavorati al tornio per-
fetto, con o senza aiuto di forme o di matrici, e fu-
rono ridotti a pareti sottilissime per rifiniture a taglio
ed a stecca, eseguite esse pure al tornio, e mediante
l'uso di spugne finissime, quali si hanno appunto dal-
l'arcipelago greco. Furono dipinti con colori minerali
dati prima della cottura, per lo più a motivi geo-
metrici, e generalmente a linee sottilissime ottenute
con pennello tino applicato sul vaso mosso dal tornio.
Finalmente furono cotti in vera e propria fornace,
entro custodia; in modo che in tutto il loro spessore
fossero ugualmente penetrati dalla forza del calorico,
e quindi soliditìcati ugualmente, mantenendo intatta
la propria forma.

Costituisce una varietà di questa classe il vasel-
lame di argilla figulina lavorato nelle officine colo-
niali greche della Sicilia, della Magna Grecia e nelle
officine della Campania e dell'Etruria, il (piale otte-
nuto coi medesimi procedimenti tecnici coi quali fu
prodotto il vasellame perfettissimo delle isole dell'ar-
cipelago, si distingue da questo per la qualità dell'ar-
gilla meno compatta, e generalmente gialliccia e pel
modo generalmente grossolano con cui le pitture ad
imitazione delle greche originali vi furono eseguite.

5. La quinta classe ò del vasellame di argilla
figulina della Grecia propria, che fu lavorato per lo più
nelle rinomate officine dell'Attica, e che ottenuto coi
più perfetti procedimenti tecnici che furono in uso
nelle officino di Cipro, e di Rodi, si distingue non-
dimeno dalle stoviglie dell' arcipelago per la qualità
dell'argilla, generalmente rossigna a causa dell'ossido
di ferro che contiene in proporzioni maggiori. Si di-
stingue inoltre per l'aggiunta delle pitture a figure
nere in fondo rosso, ed a figure rosse in fondo nero;
finalmente per l'aggiunta della copertura tralucida,
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