Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NED TERRITORIO FADISCO

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punto della maggiore espansione della coppa su cui
riposa il collo, ad una certa distanza fossero state la-
sciate due piccole orecchie od apofisi, e queste allun-
gate poi a colpi di martello, producendone due piccole
bacchette, ripiegate quindi a semicerchio, ed avvolte
l'ima sull'altra, in modo che l'estremità dell'una ve-
nisse a posare nella radice dell'altra.

Naturalmente nel lavoro fìttile quest'ansa fu più
grossolana e massiccia di quello che fosse nei reci-
pienti metallici ; ma, per quanto grossolana, fu sempre
fatta prominente dalla massa medesima onde il vaso
era composto, e non aggiunta per mozzo di inchioda-
ture come si fece nei vasi metallici di età posteriore
e nei fittili che li imitarono.

Va con sè che, pur continuando nella imitazione
di queste particolarità proprie agli esemplari metal-
lici, il procedere del lavoro fittile mostrasse anche
qualità proprie. Così, ammesso che in qualche esem-
plare di lamina metallica i listelli, che formavano
l'ansa, invece di sovrapporsi l'imo sull'altro in tutta la
loro lunghezza, si fossero riuniti ed annodati alla metà
del semicerchio che erano destinati a formare, doveva av-
venire nelle riproduzioni fittili che queste due estremità,
riunite sul sommo del semicerchio si risolvessero in due
corna; e che, svolgendo sempre maggiormente questo
principio imitativo, si determinasse il tipo di un'ansa
peculiare ad una lunga serie di tazze e di calici, ansa
che si risolve superiormente in corna di ariete, e quindi
in una testa di ariete interamente imitata.

A rendere più chiara questa successione offriamo
qui i diversi tipi che ce la rappresentano.

Il primo (fig. 75) è la pura e semplice tazza che
accompagna il vaso di Villanova, con ansa a fune at-

Fig. 75. 1:4

taccata al sommo dell'orlo ; tazza che, riproducendo il
più genuino prototipo, si ottenne nella metallotecnica
con una sola tiratura a martello.

L'esomplaro proviene dalla tomba V del sepolcreto
di Monte s. Angelo (p. 81).

Il secondo (fig. 70) riproduce la tazza metallica
di più pezzi, cioè con fondo ad una tiratura sola, e
con collo formato di lamina ripiegata a cerchio e con-
giunta a marronella, il quale collo, con procedimento
pure a marronella, fu poi collegato al fondo. Su questo

Fig. 7(1. 1:4

collo nasce l'ansa massiccia che riproduce la forma
dell'ansa originale. L'esemplare proviene dalla tomba 7
del terzo sepolcreto a sud di Pizzo Piede (fig. 3 J,
tav. Ili J ; N. XVIII, 3). La tomba era a pozzo con
loculo pei vasi di corredo.

Il terzo (fig. 77) è simile al precedente, con la
differenza che invece dell'ansa ha il piede. È imita-
zione di una tazza metallica in tre pezzi, cioè : fondo
ad una sola tiratura; collo riunito al fondo con la-

FlG. 77. 1:4

voro a marronella; piede tirato ad una sola lamina,
e commesso con la parte prominente nel centro del
fondo. L'esemplare, di cui diamo la figura, fu scoperto
nella tomba 16 del sepolcreto nella punta estrema
di Monte lo Greco (fig. 3 E, tav. Ili E; N. XXX, 21).
La tomba era a fossa con doppio seppellimento e con
loculo pei vasi del corredo, e ne fu data la rappresen-
tanza nella fig. 55.
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