Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEI FITTILI SCOPERTI NELLA NECROPOLI DI NARCE

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ebbero in argento dorato, ed in argento puro dalla
tomba Regulini-Galassi nella necropoli di Caere e
dalla tomba di Palestrina. Sono di forma semplicis-
sima, che potrebbe definirsi il fondo di un grande cra-
tere a bulla.

Di uguale forma sono i piatti fittili di rozzo im-
pasto artificiale e di colore rossigno, che in considerevole
numero tornarono a luce nel territorio falisco. Quello che
è qui rappresentato (fig. 116) proviene dalla tomba 73
del sepolcreto di Monte Cerreto (fig. 3 M, tav. Ili M ;
N. LII, 46). Sono piatti grandi, che spesso hanno il

grande loculo, della quale fu data la pianta nella
fig. 58 (N. XXXVII, 14).

Talvolta il fondo invece di essere a perfetta curva,
è un poco acuminato, come vedesi nel piatto rappre-
sentato nella tav. VII, fig. 26. Proviene dalla tomba 2
del sepolcreto sull'alto della Petrina (fig. 3 C, tav. Ili
C; X. XLVII, 24).

Nella stessa tomba 73 del sepolcreto di Monte
Cerreto, donde fu tolto l'altro superiormente citato
(fig. 116), anche altri piatti a copertura rossa furono
trovati; e di alcuni è più- necessario che qui si dica.

Fig. 116. 1:4

diametro di circa mezzo metro, e si trovano nelle
tombe a fossa con grande loculo sepolcrale e nelle
tombe a camera con sarcofagi, sempre associati ai
corredi funebri di grandi dimensioni, pei quali nelle
tombe a pozzo e nelle tombe a fossa con semplice
loculo sarebbe mancato lo spazio sufficiente. Ma più
soventi ricorrono nelle tombe a camera con sarcofagi ;
il che è anche documento sopra l'età a cui tali piatti
vanno attribuiti.

Nella tomba falisca XL, appartenente al sepol-
creto della Penna, e contenente due sarcofagi fatti
con tronco di quercia, entro ciascuno di tali sarco-
fagi, nel mezzo dello spazio riserbato al defunto, si
trovò un piatto simile. In uno si sono conservate le
fibre del legno in tutto lo spazio che rimase coperto
dal disco ; il che dimostra che il piatto fu messo ca-
povolto, e presso le pelvi, tra le mani del defunto,
e come se da queste fosse sostenuto. Uguale posi-
zione ebbe un piatto simile nella tomba a fossa
con grande loculo sepolcrale, scoperta nel quinto se-
polcreto a sud di Pizzo Piede (fig. 3 I, tav. Ili I;
N. XLII 13). La tomba è rappresentata nella tav. V,
fig. 1, 1 a. Anche uguale posizione ebbe il piatto nella
tomba 8 del sepolcreto medesimo, pure a fossa con

Sono di minore grandezza, ed hanno orlo piano e
bassissimo piede, come vedesi in quello che è qui rap-
presentato (fig. 117), e nell'altro riprodotto nella
tav. VII, fig. 14. La forma stessa, un poco ingenti-
lita, è quella del piatto di argilla figulina che entrò
nel costume di tutte le famiglie fino dal tempo in
cui si istituirono i rapporti commerciali coi Greci.
È la forma istessa del tondino {assietté) della nostra
tavola. Gli esempì abbondantissimi, che ne diedero le

Fig. 117. 1:4

tombe del territorio falisco, rendono inutile lo enu-
merarli. Se ne trovarono a copertura rossa, a coper-
tura rossa "con ornati di bianco ; ed in maggior copia
fatti con argilla figulina. Non ne mancarono esempi
ad impasto artificiale nerastro ; ma furono somma-
mente rari.

Come ai bicchieri succedeva naturalmente di ag-
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