Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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di Falerii (fig. 99 z) due ascie immanicate. Un esem-
plare estense mostra un piccolo cervo graffito dalla
parte del gancio (').

Abbiamo detto che queste fascie appartenevano ai
cinturoni dello donne, il che vuol dire che costituivano
la parte principale del busto o della fascetta. Ora
questa opinione non è generalmente accettata, essen-
dovi di quelli che le ritengono por cinturoni di mi-
litari (2). Ma devesi considerare che mentre finora
non si ebbe alcun documento certo che provasse la
unione di queste cinture alle armi ed ai corredi fu-
nebri in sepolcri di uomini, abbiamo invece docu-
mento certissimo che nelle nostre necropoli, come nella
tarquiniese {Notizie, 1882, p. 159), comparvero sola-
mente e ripetutamente nei corredi muliebri.

La prima si ebbe dalla tomba 36 del sepolcreto
della Petrina (fig. 3 A, tav. Ili A; N. XXVII, 7),
cioè da una tomba a fossa con sarcofago di tufo a
coperchio testudinato e con loculo pel vasellame di
corredo. È decorata a circoli concentrici intorno ai
bottoni, intramezzati da zone bulinate a spina. Con
essa si raccolse, il corredo ornamentale spettante ad
una donna; inoltre l'utensile donnesco per eccellenza,
cioè la conocchia.

La seconda e la terza furono trovate pure in una
tomba a fossa con sarcofago di tufo chiuso da co-
perchio testudinato; cioè nella tomba 18 del sepol-
creto di Monte lo Greco, citata più volte (fig. 3 D,
tav. IIID; N. XXXII, 13, 28). Anche queste fascie
erano accompagnate da ornamenti muliebri e da uten-
sili donneschi. Ricorderemo il fuso ed un arnese che
doveva far parte di un telaio.

La quarta, ora nel Museo di Firenze, proviene dalla
tomba 23 del quinto sepolcreto di Pizzo Piede (fig. 3 L,
tav. Ili L), cioè di una fossa con sarcofago testudi-
nato, e con resti di corredo muliebre.

La quinta, rappresentata nella tav. X, fig. 31, pro-
viene dalla tomba a fossa del sepolcreto di Monta-
rano segnata col n. XVII nella serie delle falische.
Anch'essa si trovò unita ad una conocchia e ad altri
oggetti di corredo muliebre, entro un sarcofago di tufo
con coperchio testudinato.

(') Cfr. Prosdocimi in Orsi (/ centurioni, ecc., p. 11).
(2) Cfr. Prosdocimi in o. c. pag. 0.

La sesta fu trovata in una tomba simile del se-
polcreto stesso di Montarano, la quale porta il n. XVIII
tra le tombe falische. Faceva parte del corredo mu-
liebre che fu tutto rappresentato nella fig. 99 a-s.

La settima fu rinvenuta parimenti con attrezzi
donneschi, cioè con conocchia e fusaruola, in altra tomba
simile di Montarano, che ha il numero XXX tra le
falische.

All'ornamento muliebre appartiene un' altra cin-
tura di lamina. È formata da una fascia sottile, e
termina in uno dei capi a gancio, che s'inserisce in
un foro praticato molto semplicemente, per non dire
rozzamente, presso il capo opposto. Lungo i margini
è forata per poter essere cucita sopra una zona di
stoffa o di cuoio. Ha per decorazione più linee sbal-
zate a bottoncini, e alternate con altre semplicemente
punteggiate. E rappresentata nella tav. X, fig. 27, e
proviene dalla tomba 16 del sepolcreto della Petrina
(fig. 3A, tav. Ili A; N. XXIV, 18), cioè da una tomba
pure a fossa con sarcofago di tufo e con loculo (').

Un'altra cintura raccolta in frammenti, era formata
da una lamina più solida, e più alta della precedente,
e decorata con borchie a sbalzo, chiuse fra due zone
di puntini pure ottenuti a sbalzatura. Faceva parte del
corredo muliebre nella tomba a fossa con sarcofago
di tufo, e con loculo pel vasellame di corredo, scoperta
nel sepolcreto della Petrina, e distinta col n. 14
(X. XXVI, 3). Al corredo medesimo apparteneva anche
una conocchia.

Dobbiamo pure annoverare tra gli ornamenti della
persona gli aghi crinali, che consistono in asticelle di
bronzo, in cui è infilato un globetto o di terra inve-
triata o di smalto. Quello rappresentato nella tav. XII,
fig. 14 ha il globetto di smalto turchino, con occhietti
dipinti di giallo, come superiormente fu dichiarato
(fig. 164); e proviene dalla tomba di Montarano se-
gnata col n. XXI nella serie delle tombe falische (-).

(') Cinture di forma simile e ricchissime si ebbero dalla
necropoli di Hallstatt (cfr. v. Sacken, Grabfeld von Hallstatt,
tav. IX, X). Un esemplare, ma non cosi perfetto come il nostro,
fu restituito alla luce dalla necropoli di Tarquinii (cfr. Ann.
lnti., 1883, p. 286; Mon., voi. XI, tav. LIX, fig. 5).

(2) Oggetti simili si scoprirono nella necropoli di Tarqui-
nii {Notizie, 1882, p. 191), di Vetulonia (Falchi, Vetulonia,
ecc , tav. XVII, fig. 24), di Bologna (Gozzadini, Scavi Arnoaldi-
Veli, p. 84, tav. XIII, fig. 2 e 9), di Bismantova (Oberici, Bull,
di palctn., an. II, p. 247, tav. Vili, fig. 16), di Vadena (Orsi,
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