Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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RELIQUIE DI FIRENZE ANTICA

L Le tombe italiche.

Negli sterri per preparare i locali della birreria
Gambriaus dal lato nord della fabbrica Simonelli, alla
distanza di circa metri 100 dal luogo dove era stata
rinvenuta una prima tomba italica, ne apparvero al-
cune altre, atte a raffermare la scoperta che avevo
segnalata nelle Notizie degli scavi del decembre 1892
in una Nota che ha per titolo: Tomba italica a posso del
Centro di Firenze e cippo di egaal provenienza con l'im-
magine del Dio supremo degli Etruschi (pgg. 458-468).

Nella Nazione del 10 decembre 1893 diedi conto di
questo nuovo trovamento ; ma allora non aveva potuto
esaminare le condizioni particolari delle singole tombe,
e vi era la speranza che potessero apparirne altre negli
scavi che la Commissione Storico-artistica comunale
aveva deliberato di fare in quel luogo ('). Questi scavi
aggiunsero alle tre prime una quarta tomba, e fecero
meglio conoscere il giacimento del sepolcreto in rap-
porto con le costruzioni romane e medioevali in mezzo
a cui si trovava.

(') La Commissione storico-artistica comunale, così de-
gnamente ed efficacemente presieduta oggi dal eh. prof. Isi-
doro Del Lungo, assessore dell'Istruzione pubblica, non ha
mancato di patrocinare in ogni tempo e di favorire moralmente
e materialmente ogni maniera di ricerche nel sottosuolo e so-
prassuolo del Centro di Firenze, valendosi dell'infaticabile e sa-
gacissimo architetto prof. Corinto Corinti e di altri due attivi
assistenti, i sigg. Lucarini e Cervelli. Ma la febbre degli ac-
collatari e dei direttori dei lavori per demolire i vecchi edifizì
e fondare o costruire i nuovi, ci ha naturalmente spesso impedito
di praticare tutte le opportune indagini e di far tesoro d'ogni

Una sesta tomba si rinvenne vari mesi dopo nel-
l'eseguire il fognone di via de' Vecchietti. Tale tomba,
apparsa probabilmente a ora tarda e non veduta nè
dalla guardia degli scavi, nè dall' assistente munici-
pale, fu potuta sottrarre e andò venduta all'antiquario
sig. Giuseppe Pacini di Firenze, il quale me la fa-
ceva conoscere nel gennaio 1895, e, con esempio degno
di pubblico encomio, la donava al Museo, affinchè fosse
unita alle altre.

Secondo le informazioni fornitemi dal sig. Pacini,
quest'ultima tomba rimaneva proprio davanti alla
porta principale del palazzo Vecchietti, e quindi stava
a sud-ovest del gruppo delle tombe che dirò del
Gambriaus, e circa quaranta metri distante da esse.

La eccezionale importanza che hanno queste tombe
per la storia degli Italici e per le origini di Firenze,
intuite dal cinquecentista Borghini con tanto acume
di critica congetturale ('), mi consiglia a pubblicare

resto storico od artistico romano o medioevale apparso nel corso
dei lavori. Anzi più d'una volta è avvenuto che gli accollatari
tenessero, per quanto era possibile, celati i trovamenti, per
aver libere le mani e non aver noie o intralci da parte della
Commissione storico-artistica.

(') Mette conto di riportare le parole del Borghini, Di-
scorsi, ed. Manni, 17o5, p. 46. — « Ma quantunque e' non ci fosse
Terra di qualità, e nome, come s' è dimostrato, non però di meno,
quanto si può da altre conietture giudicare, crederei per la parte
mia, che si potesse facilmente affermare quel, che ancora costor
vogliono, che questo luogo fusse di lunga mano largamente, e pie-
namente abitato, e da quo' nobili Toscani ancora, de' quali tante
cose per fama si dicono, e non meno se ne leggono in buoni,
ed approvati scrittori. E nel vero la qualità del sito, la fertilità
del terreno, la benignità del Cielo, non vuole, che si creda al-
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