Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

Page: 71
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1896/0042
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
71

sfuggita a tutti, perfino all'accuratissimo e diligentis-
simo autore del volume undecimo del C. I. L., la quale
è d'indole sacra e mi parrebbe potersi riferire o al
tempio capitolino di Firenze, ovvero ad un presumibile
tempio di Apolline.

Nella parte superiore di questa lastra, disgraziata-
mente segata al penultimo rigo dell'iscrizione (v. fac-
simile fìg. 58), si legge la parola CANDEL (DE in
nesso), da completarsi, per analogia di altre iscrizioni
e per il contesto del secondo allinea CANDEL(«ir«m)

o CANDEL(«/;r«). Le lettere dell'ultimo rigo :.....LINI ■

potrebbero supplirsi [«po/]LINI, oppure, consenten-
dolo lo spazio \_aedis iovis capito~]LlN\ (?).

La posizione della formula finale S • P • C ■ ri-
spettivamente al rigo superiore, dove calcolo che non
possa mancare meno di quattro lettere, e il punto
dopo P, non allineato con quello delle lettere S.C,
m'indurrebbero a interpretare queste sigle, come nel ti-
tolo ostiense G. I. L., XIV, 65, se non si trattasse di
un esempio troppo isolato. Ivi le iniziali S • P • C •
spiegate sua pecunia sono seguite da P • S • = po-
suerunt, mentre nel nostro titolo l'ultima parte della
dedica sarebbe rimasta tagliata fuori.

Lo dedicazioni di candelabri alle divinità, rare
nelle lapidi, sono tuttavia attestate da altri esempi.

ri

Di un candelabro, dono a Mercurio, è fatta menzione
in C. [. L., Vili, 12001 ; candelabra et lucernas bi-
lychnes sono menzionate nel testamento di donazione
agli Augustali di Petelia C. 1. L., X, 113; il dono di
un candelabrum a Giunone (limoni) è ricordato nella
lapide G. I. L., X, n. 202; la dedica di un C\N(de-
labrum) abbiamo verisimilmente anche nella lapide
ostiense G. I. L., XIV, n. 100.

L'iscrizione di s. Giovanni è notevole anche per
la paleografia. Il nesso D con il trattino della E in-
terno staccato, la forma oblunga della D, l'A con il
trattino traverso mediano pure staccato ('), e la forma
delle altre lettere, non eccettuata la P chiusa, accen-
nano, come a me sembra, meglio forse agli ultimi anni
della repubblica, che all'età imperiale tarda (-).

L. A. Milani.

(') Nello iscrizioni arcaiche sono frequenti le A col trattino
staccato (A), se non che è verticale anziché orizzontale.

(2) Sulla P chiusa, rara nelle lapidi repubblicane, ma fre-
quente, oltre che nelle tessere e ghiande, nelle monete dell'ul-
timo periodo repubblicano, v. Garrucci, Sylloge, p. 11 sg.
ed Ann. delVInst. 1860, p. 238 sgg.

reliquie di firenze antica
loading ...