Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

Page: 111
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1896/0062
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
Ili

THAPSOS

112

mostrano il prospetto d'ingresso (fig. 16, 18) ed il pro-
tiro non che la planimetria (fig. 17) di queste parti.

L'ampio padiglione, o protiro, era sbarrato nel
prospetto da un muricciuolo nel quale si apriva una
porta fra due piedritti ; le pietre sono squadrate a
spigoli vivi e commesse con tecnica, che può dirsi
finissima per l'epoca cui risalgono; e tutto dimostra

Fig. 17.

l'impiego e la famigliarità con stromenti molto per-
fezionati ; il muro dobbiamo poi immaginarcelo com-
pletato in elevazione con altri pezzi e la porta sor-
montata dal suo architrave ; superfluo aggiungere che
di cemento non vi ha traccia. •





\







u



La porta del thalamos ha in basso un canaliculo
o guaina per innestarvi una chiudenda; nella soglia
destra due fori in alto ed uno in basso, non che uno
verticale nell'architrave fanno credere che il battente
di pietra venisse fissato con piccoli piuoli mobili, da to-
gliere e rimettere a piacimento; ed anche l'angusto vano
fra A - B doveva esser chiuso con lastroni verticali.
Così si otteneva un complicato e robusto sistema di
chiuse successive, che troveremo praticato in altri se-
polcri (n. 31 e 32).

La stanza elittica (assi m. 3,40 X 2,86), con una
panchina girante intorno ad un terzo di essa, era stata
per intero frugata ; diede soltanto pezzi di un bottino

cordonato ed un'olla biansata con fregi a punta (si-
mile tav. V, 1).

Sepolcro 25. A cupola (diam. m. 2,35, alt. 1,55)
con nicchione di dimensioni straordinarie (lung. m. 2,00,
alt. 0,86, prof. 1,27); sebbene colmo di terra il se-
polcro era completamente sterile, e solo per ciò lo ri-
cordo, che la grande nicchia conteneva due scheletri
distesi col cranio a nord.

Sepolcro 26. In condizioni analoghe al prece-
dente e completamente sterile; nel canale numerosi
rottami fittili, da cui si ricompose la graziosa scodella
qui riprodotta (fig. 19) a circa '/3 ; v'erano ancora robu-

Fig. 19.

ste pareti di un bottino a grosse cordonature, che doveva
avere forma e dimensioni dell'esemplare sep. 43, salvo
che era privo di anse.

Sepolcro 27. In condizioni analoghe al prece-
dente, con poche tracce d'ossa e qualche buon vaso.
Nell'interno a fianco del gradino d'ingresso un bel ba-
cino a svolazzi col suo gambo (simile tav.V, 2) a. cm.36,
una scodella ad ansa trapezia, eguale a quella del
sep. precedente, ma dipinta in rosso ('); ricuperai poi
una minuscola anforetta micenea, a. mm. 75, identica
per forma e decorazione all'esemplare tav. IV. 8; di
più il fiasco tav. IV, 17 col manico attraversato da un
canaliculo (2).

(') La scodella, salvo l'ansa, ci riconduce direttamente ad
esemplari di Cozzo Pantano (o. e, tav. II, 7, 12), e la pittura
rossa è avanzo di una tecnica, la quale, ovvia nel primo periodo
siculn, va poi a scomparire nel secondo, nel quale se ne hanno
solo languide tracce, mentre manca nel terzo (Plemmirio, o. c.,
p. 132; Cozzo Pantano, o. e, p. 12).

(2) Da Thapsos si ebbero alcuni di codesti vasi speciali ;
il foro del manico è conformato così, che il liquido potesse
stillare per esso goccia a goccia, otturando la bocca del collo.
Un fìaschetto consimile si ebbe a Cozzo Pantano (o. e, tav II,
22). I fiaschi ansati in genere difettano nel 1° periodo, appari-
scono nel 2°, e divengono affatto ovvii nel 3° (Finocchito, o. e,
tav. III, 12, 13.).
loading ...