Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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THAPSOS

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in legno della casa sicula patrizia, su cui era fog-
giato il sepolcro (1).

Fig. 21.

La stanza elittica, con assi di m. 2,95 X 2,55 a
volta pianeggiante, non altro conteneva che cocci insi-

Fig. 22.

gnitìcanti: in un angolo riposto ricuperai una piccola
anfora di Micene, a. min. 105, completamente logora
alla superfìcie e priva delle anse. E nelle terre del

(') Che le tombe siculo riproducano le abitazioni dei Siculi
non v'ha dubbio. Lo stesso fatto ho già notato per le Urne
funebri cretesi dipinte nello stile di Micene, p. 27 (letteratura
nello noto); anche per gli Italici è certa l'intenzione « di dare
« alle loro necropoli la fisionomia di una città dei morti, imi-
u tando le capanne, ossia le loro abitazioni normali, non solo
u nei recipienti destinati a conservare direttamente i resti mor-
ii tali, ma altresì.... nella custodia destinata a conservare le
« rituali suppellettili funebri, ovvero nelle stele n (Milani in
Notizie scavi 1894, p. 124). Ora, come in Etruria il sepolcro
nel periodo delle vive influenze greche, si è modificato, assu-
mendo la forma della casa greca (Barnabei, Antichità del ter-
ritorio falisco, parte I, p. 150 e 165), cosi io penso che alla
trasformazione delle più sontuose sepolture sicule del 2° pe-
riodo, non rimanga estranea l'azione transmarina dei Micenei.

padiglione e dell'atrio eranvi frammenti di anse cor-
nute ed a spatola, non che la bella accettina di schi-
sto micaceo (tav. V, G), reminiscenza della primitiva
cultura litica sicula, ormai al tutto scomparsa.

Fig. 23.

Un sepolcro così sontuosamente decorato non può
convenire che ad una ragguardevole famiglia; difatti
esso trovasi a pochi passi da quello pure bellissimo
delineato dal Cavallari nel suo Thapsos, fig. 1 e 2, e
da altri ragguardevoli, come i nn. 31 e 32.

Sepolcro 29. Cella a volta sfondata (diametro
m. 2,55 X 2,10); attorno alla parete gira una fossetta
lunga m. 0,80, larga 0,20, nella quale erano distri-

Fig. 24.

buiti quattro scheletri. Di vasi si ricuperò il bacino
a svolazzi (a. cm. 23), qui riprodotto nella fig. 24 ;
una olletta a tre anse acuminate ; un pendaglietto-ascia
ad uso di amuleto (fig. 24) di pietra serpentina (') ;
una perla di terracotta ed una di vetro verdemare
(fenicia?), non che un puntalino di bronzo.

Sepolcro 30. Di forma elittica con volta sfon-
data, conteneva cinque scheletri col cranio alla peri-
feria, le ossa lunghe al centro. I principali fittili ri-
cuperati vedonsi nel zinco (fig. 25) e sono : un bicchiere
a. cm. 10 e porzione di un'olla globare con fregi, non-
ché un coperchio adorno di una stella. Aggiungansi

(') E il culto dell'ascia che continua anche dopo la scom-
parsa delle grandi ascie di pietra, di uso pratico; già nelle
necropoli del 1° periodo (Melili), Bull, paletti, ital., 1891,
tav. VI, 14, p. 67, n. 1; Castelluccio, o. e, 1892, tav. VI, 6, 7)
rinvenni accettine in miniatura, portate come talismani così
dai morti come dai vivi.
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