Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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A TEANO DEI SIBICINI

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fatta mediante due fascette d'oro, che cingono di
dentro e di fuori quattro denti del cadavere. Simili
dentiere si rinvennero in tombe di Conca, dell'Agro
Falisco, di Corneto, e se ne conservano nella raccolta
Barberini del Museo di Villa Giulia e nei depositi
del Museo Archeologico di Firenze. L'uso di questo
apparecchio, attestante un certo progresso nell'arte
dentaria, credo che sia penetrato nella Campania per
mezzo degli Etruschi.

bastron con piede a tripode (tomba 85). Nella cate-
goria dei vasi grezzi ho avuto occasione di citare più
volte l'urna con coperchio, a fascette nere con ornati
bianchi sovrapposti, che troviamo a Clima ed a Capua.
La ceramica a f. r. è decadente e prossima a scom-
parire. Le forme si riducono a pochi tipi, quali la
hydria, la lekythos ovoidale, la lekane, lo skyphos ecc.,
che ripetono le belle forme della ceramica attica del
secolo V, imbastardite. Le figure, di un disegno con-

Fig. 26.

Etnografia e cronologia.

Nella rassegna e descrizione del materiale archeo-
logico, rinvenuto nelle tombe a tetto di questa necro-
poli, furono frequenti i richiami alle necropoli Cam-
pane, particolarmente di Clima, Capua, Suessula. Le
hydriae, i crateri, le anfore, con baccellature, con alto
piede, con dorature al collo o all'orlo del labbro e di
forma slanciata si rinvengono indistintamente nelle
necropoli campane. Le oinochoai con labbro assai spor-
gente, diviso in tre grandi lobi, con corpo baccellato
e collo fregiato di collanine e pendaglietti, spesso do-
rati, sono anch'esse frequenti nella ceramica tarda
dei Campani. Lo stesso ripetiamo per quel genere di
vasi d'argilla con colorazione bianca e piccoli ornati
floreali rossi, fra i quali è caratteristico il grosso ala-

venzionale, ridotto a forme schematiche, non sono più
da considerare quali prodotti di un'arte vera e propria,
ma di un' industria sempre più decadente, e solo per
eccezione, su certi vasi di tombe ricche, come quella
n. 62, la figura, di un disegno alquanto corretto, ri-
mane confusa in mezzo ai numerosi ornati floreali e
meandri, ai quali più si sentiva inclinato il modesto
decoratore. A questo medesimo grado trovavasi la ce-
ramica in quel periodo di decadenza, a cui si riferiscono
le tombe sannitiche della Campania.

Ma la massa più considerevole della ceramica tea-
nese è costituita da vasi con ornati graffiti, dipinti o
impressi, variamente associati. La decorazione a
stampo, consistente in cerchielli, ovuletti, palmette,
non è estranea alla ceramica campana. Alcune tombe
cumane hanno dato dei vasi di stile attico a v. n.
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