Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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Gli ippocampi poi di questa stele n. 105, e quello
del n. 109 (tav. V), si staccano dal tipo rappresentato
sulle nostre pietre felsinee. Nei frammenti n. 44 (Ar-
noaldi) è la porzione di una coda mostruosa, squam-
mata cui sormonta il contorno parzialmente rimasto
di una cervice a cresta. È appunto la cervice a cresta
che contraddistingue gli ippocampi dei nn. 105 e 169,
e questo tipo d'ippocampo crestato, più realistico del
mostruoso cavallo-pesce, risale all'arte jonica ; si veda
per esempio un anello d'oro dell'Antiquarium di
Mouaco (Furtwangler, Gcmmen, tav. VI, 27).

questo parallelismo, che si estende al contenuto ed
alle forme delle altre scene, i due esemplari nn. 164
e 168 si debbono considerare perfettamente coevi. 11
tipo d'ippocampo, come si è detto, è qui quello del
11. 11 ; il serpente ha il corpo assai grosso, le volute
ampie e squammose; il muso che addenta il nemico
è espresso di fronte.

L'ippocampo del n. 92 presenta nella sua corro-
sione lo stesso tipo tardivo; la coda tuttavia finisce
a tanaglia, a modo di scorpione; forse si restringe in
questa guisa per lo spasimo che prova al morso fat-

PlG. 29. — Stelo, ii. 17(1.

Più frequente è nelle stele bolognesi il gruppo
dell'ippocampo alle prese con un serpente. È questo
un motivo che sembra abbia avuto una certa voga
come decorazione della zona superiore di stele. In-
fatti, su sette esemplari in cui esso gruppo compa-
risce (si aggiungano due stele in cui non con tutta
certezza si può affermare la espressione del gruppo),
il n. 63 solo ci esibisce il gruppo nella zona inferiore.

Del resto, il n. 63 (tìg. 50) presenta una peculia-
rità nella espressione del gruppo; infatti ivi il serpente
a grosse volute squammate è di grandezza enorme,
per le ampie e numerose volute, rispetto alla piccola
figura d'ippocampo posto a destra. Qui il serpente è
vittorioso perchè morde il dorso dell'animale marino
postogli di fronte. Vittorioso appare su altre tre stele,
e forse su una quarta.

Lo schema è riprodotto in modo del tutto eguale
sui due nn. 164 e 168; quivi i due gruppi si possono
proprio considerare come copie l'uno dell'altro e per

togli alla cervice dal serpente, ora quasi del tutto
scomparso.'

Invece gli ippocampi delle altre stele, sebbene ad-
dentati così ferocemente, nulla pèrdono dell'aspetto
puramente decorativo, quasi insensibili ed alieni dal
morso che li offende, del tutto simili alle figure di
ippocampi isolati in mera funzione ornamentale.

Forse anche nei frammenti n. 16 vincitore era il
serpente, dato quel che è rimasto della figura dell'ip-
pocampo e che corrisponde appieno agli ippocampi
di queste stele.

In due esemplari è, al contrario, l'ippocampo che
vince il serpente di proporzioni piuttosto meschine, ed
in questi due esemplari (nn. 91 e 170, fig. 29) il tipo
d'ippocampo si diversifica da quello testé accennato e
di conio seriore, e si avvicina invece a quello della
stele n. 89 (fig. 67), di cui è già stata fatta parola.

Un ippocampo è sui frammenti n. 44, ma non si
può arguire che fosse effigiato in lotta col serpente. Così
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