Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 26.1920

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GLI SCAVI RECENTI NELL'ABITATO DI OSTI \

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TOPOGRAFIA DELLO SCAVO.

Il vasto isolato di cui si parla (tavola I) ha forma
rettangolare, con i lati maggiori a est e a ovest. Nel
lato nord gli edifici scavati sono contigui ad altre co-
struzioni il cui sviluppo non è perfettamente chiaro,
per esser queste in parte sottoposte al Casone del sale
costruito circa il 1500, in parte coperte dal piccolo
giardino che fiacheggia l'ufficio scavi, scendendo verso
la prossima riva del Tevere.

Negli altri tre lati l'isola è invece circuita da tre
strade, di cui due furon certo importanti arterie della
città. Anche per l'ubicazione stessa dello scavo, è ne-
cessario parlare anzitutto di queste strade.

A oriente, la strada detta convenzionalmente via
dei balconi.

Normale al'decumano massimo, essa riunisce la
via di Diana al Tevere, con un percorso rettilineo di
circa m. 80 e una larghezza di m. 7. Non raggiungendo
il decumano ma arrestandosi ad una sua prossima pa-
rallela discosta da quello appena una trentina di me-
tri, questa strada risulta in disaccordo con le regole
fondamentali del piano regolatore ostiense, a cui s'at-
tengono invece con una rigida uniformità le altre ar-
terie. La trasgressione a questo ottimo principio della
gromatica antica, di una facile viabilità mediante la sud-
divisione delle costruzioni in scacchieri regolari entro
una rete di strade, non potrebbe essere stato abbandonato
se non per forti ragioni come fu per la vicina via del
tempio, il cui sbocco sul decumano restò impedito dalla
costruzione del tempio di Vulcano. Non essendoci invece
ragioni analoghe, bisogna pensare che la via dei Bal-
coni sia anteriore a quelle costruzioni che le tolsero
lo sfondo sul decumano e la possibilità di riallacciar-
visi (1). Tali costruzioni, appartenenti all'isolato scavato
l'anno scorso, possono infatti assegnarsi alla seconda
metà del 2° secolo : sono cioè posteriori all'epoca a cui
risale la costruzione della strada dei Balconi e degli edi-
fìci stessi che la fiancheggiano. La via dei balconi do-
veva quindi avere a sfondo, di là dalla via di Diana,
quella piazza dei Lari che limitava in origine a oriente

(') Esse sono state assegnate dal Paribeni alla V costruzione
tra le molte che riempiono l'isolato messo in luce l'anno scorso.
Not. se, 1916, p. 413 sgg.

l'isolato della Basilica prospiciente il decumano I due
isolati separati dalla via di Diana avrebbero avuto uno
stesso limite orientale ; e per la via dei Balconi, attraverso
la via di Diana e la piazza dei Lari, si raggiungeva il de-
cumano. La via dei Balconi, esaminata in rapporto alla
rete stradale cui appartiene, serve così a determinare
non soltanto l'ubicazione dell'isolato ora scavato, ma
anche dell'altro ad esso opposto. Basilica, piazza dei
Lari e via dei Balconi costituiscono i limiti orientali
delle due grande isole a oriente del tempio di Vul-
cano, tagliate su dimensioni pressoché uniformi e co-
struite ambedue nella stessa epoca (2).

La via dei Balconi degrada con dolce pendìo verso
il Tevere, secondo un uso già constatato in altre strade :
nel tratto scoperto vi prospetta sul lato orientale una
delle facciate della casa di Diana, e parte dell'edifìcio
dei molini; sul lato opposto un solo caseggiato con
una linea ininterrotta di taberne.

Il piano della strada non è stato ancora raggiunto :
esso è infatti circa un metro al di sotto della soglia delle
taberne esplorate. Dalla testimonianza del Vaglieli, che
mise in luce nel 1908 il primo tratto di questa via,
risulta l'esistenza, ai lati, di un « marciapiede largo in
media m. 1.35, a m. 0,23 al di sotto delle soglie delle
porte delle taberne. (A questo livello s' è arrestato,
per esigenze di lavoro, la scavo attuale). È per una
parte, larga m. 0,57, di piccoli sassi di varia specie, di
peperino, di travertino, di tufo, tolti almeno in parte
da più antichi monumenti. Alla strada si scendeva poi
con due gradini simili » (3). Un marciapiede è stato
visto anche nel lato opposto della strada, e lo conferma
l'alto livello delle soglie delle taberne della casa di Diana.
Tutte anzi le costruzioni dell'isola hanno un livello
molto più alto di quello della strada : se ne può inferire,
forse, che i costruttori degli edifici di quest'isola, già
consapevoli della necessità di continui rialzamenti
delle costruzioni ostiensi di fronte alla minaccia del

(.') Fu qui trovata in situ la bella ara marmorea ai Lari del
quartiere da me pubblicata in Not. .svi. 11)16, p. 145. Cfr. la men-
zione fattane da L. A. Constans nel Journal des Savants, 1917
(fase. 10), p. 468.

(2) Cfr. la pianta pubblicata dal Paribeni con la pianta
annessa alla presente relazione. Il corridoio segnato in quella
pianta col n. 39 rappresenta l'asse della via dei Balconi al di là
della via della casa di Diana.

(:ì) Not. scavi, 1908, p. 329. Fu constatata anche l'esistenza
di una grande fogna sotto la via, nel mezzo, alla quale immettono
le fogne che vengono dal caseggiati vicini.
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