Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 26.1920

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DEPOSITO SEPOLCRALE CON VASI PREISTORICI

IN GRIPPI ANO PRESSO TARANTO

Rinvenimenti fortuiti.

Durante la primavera del 1907 mi è capitato da Cri-
spiano, ridente e popolosa borgata sulle colline del co-
mune di Taranto, a L6 km. dalla città verso setten-
trione, un paesano, per nome Angelo Serio, il quali', dis-
sodando una pezza di terreno, colà tenuta a censo dal
fratello Francesco in cont rada « Tumarola », sconvol-
geva parte di un deposito archeologico antichissimo, da
cui tuttavia gli riusciva di trarre fuori quattro tazze
fìttili che io acquistai e conservo nel museo.

Sono fini vasi preistorici, manipolati con impasto
primitivo abbastanza omogeneo e compatto, lisciati a
lucido sulle superfici interne ed esterne di color bruno,
ed esposti a buon grado di cottura, per modo che rivelino
una industria bene addestrata e alquanto progredita.

Una delle tazze, alta 75-80 nini., ha il fondo stretto
e lievemente depresso, con diametro in media di min, 55 ;
la parete si leva intorno a tronco di cono rovescio, se-
gnando un profilo appena curvilineo e raggiungendo
circa 13 citi, di apertura per ripiegare in dentro con
labbro obliquo, largo da 15 a 17 min., il quale restringe
la bocca del vaso a poco meno di cm. 12. Nello spigolo,
che il labbro fa col corpo del fìttile, 6 tirata dall'argilla
un'orecchietta di forma trapezoidale, munita di una
coppia di fori, con vertici laterali acuminati e costa
superiore a leggera insenatura (flg. 1).

Delle altre tazze, due conservano ancora l'alta ansa,
ed una ne ha perduto la parte sopraelevata : sono tre ca-
Monumenti Antichi — Vol. XXVL

peduncole a ventre e fondo tondeggianti, di guisa che,
per sorreggersi in piedi, richiedessero un sostegno : col
ventre si unisce ad angolo vivo una brevissima spalla
inclinata, da cui il labbro ripiega all'esterno. Potevano
adoperarsi molto agevolmente per attingere e bere.
Le due integre portano l'ansa caratteristica sud-italica
a largo nastro col foro ove passare il legaccio per so-
spenderle nell'abituro o per allacciarle anche indosso
al viandante.

In una (altamm. 80 e, insieme col manico, nini, 125)
l'ansa si attacca inferiormente con fascia piatta all'an-
golo vivo del ventre e, facendo breve gomito, s'appog-
gia; a piano inclinato, sotto l'orlo per sormontarlo col
largo nastro : questo è un po' arrovesciato indietro e
provveduto di foro tondo, ed ha le coste laterali piatte
e la costa superiore assottigliata e leggermente convessa.
Il diametro della bocca del vaso è poco più di cm. 13
(flg- 2).

Nell'altra, che misura min. 75 d'altezza e, com-
preso il manico, nini. 130, l'ansa forma con la fascia in-
feriore, più lar^'a che non nel fìttile precedente, un
occhio ovale ed ha il nastro sormontante l'orlo un po'
più arrovesciato indietro con l'estremità superiore ret-
tilinea : il foro del nastro ha foggia ovale. Diametro
della bocca del vaso cm. 12-13 (fig. 3).

Anche la terza capeduncola, più ampia e più pro-
fonda, portava una doppia ansa, di cui rimane soltanto
la parte inferiore a bastoncello depresso, impostato
sotto la carenatura e riattaccato sotto il labbro, for-

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( * D8K UH1V. #
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