Ehrle, Franz [Editor]; Bufalini, Leonardo [Editor]; Bufalini, Leonardo [Ill.]
Le piante maggiori di Roma dei sec. XVI e XVII: riprodotte in fototipia (Band 1): Roma al tempo di Giulio III: la pianta di Roma di Leonardo Bufalini del 1551, riprodotta dall' esemplare esistente nella Biblioteca Vaticana — Roma, 1911

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PREFAZIONE

empo fa il Santo Padre ebbe in dono una raccolta di piante di Roma e della
Campagna Romana di singolare valore. Conoscendo bene la sua importanza,
Pio X, da generoso Mecenate dei buoni studi, la fece subito consegnare alla
Biblioteca Vaticana.

Questa raccolta ha completato in modo molto opportuno gli appunti sulle piante dell’Eterna
Città, che da alcuni anni avevo messi insieme, traendo materiali principalmente dalle due più
ricche collezioni di questo genere: dal Cabinet des Estampes della Biblioteca Nazionale di
Parigi e'dal Map-Room del Museo Britannico, e mi ha spinto a far seguire alla pianta del
Du Pérac (1577), da me già pubblicata, altre cinque o sei, sicché tutte le grandi piante di
Roma del secolo xvi e xvn saranno in breve facilmente accessibili agii studiosi.

Tra altre piante rarissime la suddetta raccolta contiene una copia, conservata in fogli
staccati ed intatti, tali quali uscirono dalla stamperia, della pianta di Leonardo Bufalini del-
l’anno 1551. Quindi era troppo naturale, che io mettessi a capo della nuova collezione, che
intendo pubblicare, anche prima della pianta del Du Pérac già pubblicata, questa del Bufalini,
che è la più antica di tutte le piante grandi di Roma fin al presente ritrovate. Di questa
importante pianta si conoscevano solamente una copia completa conservata nel Museo
Britannico 1 ed un’altra incompleta nella Biblioteca Barberini, mancante di quattro fogli grandi
e di quattro striscie. 2 Inoltre nel 1874 si era trovata nel convento della Madonna degli Angioli
a Cuneo, una copia disegnata e leggermente colorita. 3

1 Map-Room: S. I. R. (1); cf. Catalogne of thè printed
maps, plans and charts in thè British Museurn. London,
1885, II, 3545. Come osserva R. Lanciani, Rendiconti della
R. Accad. dei Lincei. Cl. stor.-fdol., ser. 5, voi. Ili (1894), 794,
questo esemplare sarebbe messo insieme con tavole di
diversa data, una opinione, che mi sembra d’aver bisogno
di qualche spiegazione.

2 Vatic. Barber. (fra i mss.) 4432 (ol. IL. 41).

3 Indice (v. nota 5) p. 3: Nel 1874 essendo venuto in
proprietà dello Stato l’edifìzio, che fu convento della Ma-

donna degli Angioli in Cuneo, si ebbe la fortuna di sco-
prirvi un altro esemplare integro della stessa pianta, che
sospeso per molti anni ad una parete in luogo umido e
mal riparato dal sole, era stato non poco danneggiato
nella carta e nello inchiostro. Disegnato a penna e legger-
mente colorito con tinte, che indicano i confini delle valli,
dei colli e delle ripe del Tevere, esso apparisce ricavato
da quello che servì di originale alla incisione in legno
Edita per Magistrum Leonardum Die xxvi, Mense Maii,
Anno mdli. Se non a differenza dell’esemplare Barberi-
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