Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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massi parallelepipedi o cubici erano disposti in pianta
su sette file parallele, non collegate fra loro, come si
mostra nella sezione che qui se ne riproduce (fig. 12).

5.

Il piano lungo 180 metri, largo 60, sull'alto di
Monte s. Angelo, non offriva un'area capace di acco-
gliere molte abitazioni e quindi molte famiglie.

Se non è ardito il supporre che il punto più alto
e più munito in un centro abitato da gente italica fosse
riserbato per le case dei patrizi, come sembra pro-
babile ; se vuoisi ritenere che queste case non fossero
addossate fra loro, ma in mezzo all'una ed all'altra
fosse lasciata una striscia di terreno per- l'orto, che

quistata, sia per la cura dei pascoli e delle greggi.
Forse sarà stato possibile nei primi principi che
tutto si riducesse alla sola cerchia più alta ed alle
case che vi si comprendevano, entro la quale nei mo-
menti di pericolo anche i pastori e gli armenti pote-
vano essere ricoverati. Ma cresciute subito le fami-
glie, ed aumentata la potenza della gente, era natu-
rale che colle nuove sedi per le abitazioni si ampliasse
la zona delle difese, e che anche per gli armenti
fosse preparato un riparo più facilmente accessibile e
più capace.

Così gì' italici di Monte s. Angelo si estesero nella
collina meridionale, di livello poco inferiore e di fa-
cile comunicazione mediante la via a nord, lungo le
alture.

pare abbia formato una parte integrante della casa
italica primitiva, ed abbia poi dato origine al secondo
cavedio od al peristilio della casa romana; se nell'area
destinata a queste case furono pure costruiti i ba-
luardi che avrebbero servito per l'ultimo propugnacolo;
se finalmente alcuni tratti dell'area medesima furono
destinati al cardine ed al decumano, ed altri vennero
adibiti per le strade minori entro il recinto, è legit-
timo il concludere che al paese ristretto soltanto alle
poche abitazioni o capanne costruite sulla più alta
cima, sarebbero mancati gli elementi necessari per
assicurarne l'esistenza.

Non si concilia infatti con le condizioni di quei
tempi remoti un gruppo isolato di pochissime famiglie,
senza l'unione di una forza di gente subordinata e ne-
cessaria sia per mantenere la terra assegnata o con-

Questa collina (fig. 4 C; tav. II, fig. 1C) va declinando
leggermente verso sud, fino a confondersi a sud-est
con un' area pianeggiante, da cui muovono tre con-
trafforti, uno ad est verso la valle di Baccano (D),
l'altro ad ovest verso il bacino di Martignano (E),
il terzo a sud (F) ; e su questo sorgono i poggetti della
necropoli, come a suo luogo sarà detto.

Ora questa comunicazione con i contrafforti infe-
riori in origine non era così aperta ; perocché la col-
lina è tutta circoscritta da tagli e da scoscendimenti
Tatti ad arte, ed in vari punti vi si conservano ancora
tratti notevoli del recinto (tav. II, fig. 1 C h, i, l, m, ri).

Ne sono evidenti alcuni resti proprio nel punto
a sud ove termina la collina, ed ha principio la zona
pianeggiante (/, m). Altri resti del recinto si veggono
ad ovest, verso il lago di Martignano (ri) ; altri a nord
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