Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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circa un metro, che avrebbe potuto servire per letti ;
finalmente, argomentando anche dallo spianato che in
considerevole tratto estendesi innanzi all'entrata, è
chiaro che l'ambiente ricavato nel masso fosse stata
la parte più recondita della casa, probabilmente il
talamo, e che la casa medesima per mezzo di fab-
briche o di costruzioni lignee, molto si fosse protratta
sul davanti.

Alcune aree da noi intieramente espurgate dal
terrapieno, misuravano tino a sette metri di lato.
Di queste case ci resta adunque un rettangolo,

mancarono ; in altre si notarono pure, sui tagli nel
terreno, i piani di posa di questi massi squadrati.

Devesi però considerare che se questa forma di
casa ci indica una condizione civile un poco più avan-
zata, e ci rivela rapporti di costume orientale ('), non
è poi tanto progredita da aver riprodotto intieramente
tale costume. Perocché l'assoluta assenza di ogni fram-
mento di tegola, proverebbe che il tetto fosse formato
ancora con sistemi primitivi. Ciò verrebbe confermato
anche da qualche altra prova, dedotta da una tomba,
come poi a suo luogo sarà ricordato.

incavato per un' altezza più o meno variabile, a se-
conda che la casa trovavasi più o meno addossata
al declivio. Nel piano che precede, appariscono lateral-
mente le arginature, a linea divergente, simili alle
arginature delle capanne o delle case dell'alto. Le
tracce d'intonaco, sopra ricordate, provano che le
pareti, con le quali compivasi la costruzione della
parte più interna della dimora, erano fatte con tufi
squadrati. Ed in vero nell'area di una casa rima-
nevano tuttora parecchi di tali tufi; in altre non ne

A maggiore conferma della imperfezione del tetto
possono addursi alcuni incavi nel masso, ove è pra-
ticata una specie di cunetta per facilitare lo scorrere
delle acque piovane.

Offriamo qui le piante dei tre contrafforti su questa
pendice verso il lago di Martignano (fig. 16, 19), ove
riconoscemmo le tracce più visibili di queste dimore.

(') Avanzi di abitazioni simili furuno scoperte nella Frigia
(cfr. Ferrot et Chipier, Ilist. de l'Art., V, p. 61 sq.).
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