Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 24.1916

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MESSANA

LA NECKOPOLI ROMANA DI 8. PLACIDO

E DI ALTRE SCOPERTE AVVENUTE NEL 1910-1915

Nel febbraio del 1914, essendosi iniziati i gran-
diosi lavori di scavo per le fondazioni della nuova
sontuosa sede della Prefettura di Messina, che si co-
struisce su progetto dell'architetto Bazzani, incomincia-
rono ad apparire dapprima taluni oggetti antichi spo-
radici, poi avanzi di mura e di edicole funebri, che
tosto richiamarono l'attenzione degli agenti della
R. Soprintendenza degli scavi di Palermo. Non si
tardò molto a riconoscere che in quel sito ed a grande
profondità esisteva, coperta da enormi masse di ma-
teriale alluvionale, una vasta e singolare necropoli,
la cui importanza storica, topografica ed archeologica,
venne ben tosto intuita dal mio compianto collega e
predecessore, il prof. Antonino Salinas, di cui tanto
rimpiangiamo la perdita inattesa. Parecchie circo-
stanze contribuirono a rendere quanto mai difficile e
laboriosa la esplorazione di codesta necropoli, che,
anche dal punto di vista stratigrafico, presentava osta-
coli enormi ad uno scavo metodico. L'improvvisa
morte del prof. Salinas, l'interregno di parecchi mesi
che ne seguì, il passaggio di Messina alla R. Soprin-
tendenza di Siracusa, che soltanto nel settembre fu
posta in grado di intervenire, dovevano di necessità
recare perturbazione nel lento processo delle esplora-
zioni. E tutte queste difficoltà si accrescevano anche
per ciò che i mezzi assai ristretti della nostra Ammi-
nistrazione non ci consentivano di assumere a nostre

Monumenti Antichi — Vol. XXIV.

spese lo sbancamento di molte migliaia di metri cubi
di materiale, ricoprente la necropoli, per la quale
opera sarebbero occorse varie diecine di migliaia di
lire. Da un canto le continue premure della società
assuntrice dei lavori, e del Genio Civile che li diri-
geva, perchè non si intralciasse l'opera di scavo del
vasto bacino di fondazione; dall'altro gli insistenti
reclami, a mezzo della stampa, della cittadinanza
intellettuale, affinchè si conservasse quanto più era
possibile dei ricordi di Messana romana; tutto ciò
mise in gravi imbarazzi i vari uffici, che nel giro di
pochi mesi si seguirono nella direzione di quello scavo,
e lo stesso Ministero della P. Istruzione. Convengo
e riconosco, che il voto della cittadinanza messinese,
di conservare intatto quello storico sepolcreto dei suoi
lontani proavi, colle edicole gentilizie, coi recinti,
colle umili tombe terragne dei servi e della gente di
infimo rango, avrebbe corrisposto al voto di tutti gli
archeologi. Ma la attuazione di un tale desideratum
implicava difficoltà enormi, anzi finanziariamente insor-
montabili. Si avrebbe dovuto abbandonare in tutto od
in parte il progetto Bazzani per la nuova Prefettura,
reclamato esso pure da tante necessità burocratiche
ed edilizie; si avrebbe dovuto ricercare una nuova
area ed una nuova sede, turbando il piano regolatore
e perdendo un tempo prezioso; si sarebbe andati in-
contro a litigi infiniti per risarcimenti di danni ed

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